Città e Paesi della Campania

in questa rubrica parlerò della nostra regione, in questo modo sarò il primo a conoscerla sempre meglio in tutta la sua bellezza. La trattazione sarà in ordine alfabetico per tutte le città e paesi, Napoli, sarà trattata a parte.

Acerno

La catena dei monti Picentini si eleva tra Mercato San Severino e la media valle del Sele con a nord le tre punte dei monti Mai e a sud il Massiccio Polveracchio. In una vallata al centro delle tre cime più alte, l’Acellica con i suoi 1660 metri, il Polveracchio di 1790 metri e il Cervialto di 1809 metri, in località Le Croci, si trova Acerno che, per la posizione e la bellezza del paesaggio è considerata una buona meta di soggiorno climatico estivo.

Il territorio dei monti Picentini è stato dichiarato Parco Naturale regionale ed è tutelato e protetto da manomissioni.

Acerno è un comune di 2768 abitanti in provincia di Salerno con una superfice di 72,32 kmq e un altitudine di 727 metri. La denominazione degli abitanti è Acernesi. San Donato è il Santo Patrono. Le frazioni sono Le Croci e Piano del Gaudo. La distanza da Salerno è di 41 km. Il casello autostradale per arrivarci è quello di Battipaglia. Comuni limitrofi sono Giffoni Valle Piana, Montecorvino Rovella, Calabritto, Senerchia, Montella, Bagnoli Irpino, Campagna, Olevano sul Tusciano.

Il paese è circondato da numerosi castagneti e da boschi di aceri, faggi, lecci, ontani, tigli.

Il territorio è l’habitat ideale per molti animali: vivono infatti qui molte specie protette di uccelli tra cui l’aquila reale. Martore, ghiri, gatti selvatici, lupi, lontre. Due importanti fiumi nascono in queste zone l’Ausino e il fiume delle Ferriere che forniscono di acqua tutto il salernitano e parte del napoletano.

Il nome di Acerno probabilmente deriva da aker che designa l’acero, pianta dal grande fusto usata sin dalla preistoria come legno da costruzione, frequente nei boschi che circondano l’abitato. Da questa pianta sarebbe stato ricavato il legno col quale fu costruito il cavallo di Troia.

Sull’origine del primo insediamento si hanno poche e imprecise notizie. Potrebbe essere stato fondato dai Picentini, abitanti dell’antica Picentia (probabilmente situata nel luogo dell’attuale Pontecagnano) che, nel corso delle guerre puniche, si schierò con Cartagine contro Roma. Sconfitti i Cartaginesi, Roma rase al suolo la città e ne disperse gli abitanti con la proibizione di riunirsi in grandi gruppi. Alcuni di questi si spinsero verso le montagne dell’interno, fondando Acerno. Sotto la dominazione romana furono costruite numerose strade che collegavano le vie di accesso ai tanti piccolissimi nuclei detti casali, ancora oggi esistenti

La città subì la dominazione Longobarda e poi quella Normanna e costituì un nodo importante per la sua posizione di crocevia. I Tarascono furono i primi feudatari del paese, seguiti dai Fusco, dai Colonna e dai Pisanello. In epoca medioevale gli venne attribuito il titolo di civitas e venne innalzata a diocesi. Intorno al 1630 venne scoperta una vena di ferro sulla montagna che portò all’impianto di una ferriera  restata in funzione fin quasi alla fine del XVII secolo che fu l’unico avvenimento in senso moderno dell’economia di Acerno, altrimenti ferma a un tipo di economia agricola-pastorale. Con l’unità d’Italia il paese subì la piaga del brigantaggio. Nei primi decenni del XIX secolo l’emigrazione ridusse notevolmente la popolazione residente.      

Il terremoto del 23 novembre 1980 ebbe il suo epicentro a non molti chilometri da Acerno che subì danni irreparabili alla struttura architettonica arcaica. Tutti gli edifici sacri andarono distrutti tranne la Chiesa della Madonna delle Grazie, che si trova in posizione esterna rispetto al nucleo più antico. Completamente ricostruito con casette moderne raccolte intorno alla piazza principale e disseminate fino a perdersi nei boschi circostanti.

San Donato, patrono di Acerno, si celebra il 7 di agosto con luminarie, processione del santo, musica in piazza e fuochi d’artificio. La seconda domenica di novembre di ogni anno, ha luogo la sagra della castagna, il frutto su cui si regge molta parte dell’economia del paese. In febbraio si organizza il Carnevale dei Picentini.

Il territorio del paese, di parecchie migliaia di ettari, si estende in alta montagna, in collina e in poche zone in piano, per questo motivo rivela una vocazione agricola. Le attività principali sono legate alla lavorazione del legno, all’allevamento del bestiame e alla coltivazione e al commercio delle castagne. La parte del territorio pianeggiante è coltivato a ortaggi e nei boschi si trovano, a tempo giusto, fragole e funghi. Acerno è anche una conosciuta stazione climatica.

L’intero massiccio dei monti Picentini è stato dichiarato Parco naturale regionale e Acerno è situato proprio nel cuore del parco ed è l’ideale punto di partenza per sport come l’arrampicata, l’alpinismo invernale, l’escursionismo montano lungo i sentieri del monte Cervialto, dell’Acellica e del Polveracchio.

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2 risposte a "Città e Paesi della Campania"

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