COLLEZIONISMO

Tutti prima o poi hanno incominciato ad appassionarsi a cose ed oggetti e hanno iniziato a collezionarli.

Si colleziona di tutto, quei pochi che possono permetterselo, per gli elevati costi, colleziona opere d’arte. Altri collezionano oggetti appartenuti ai vari Vip, altri le bambole, le figurine, le capsule delle bottiglie, i francobolli, le schede telefoniche, le cartoline, i santini, ecc. Insomma non vi è limite alla fantasia qualsiasi cosa va bene. Oggi inizieremo a trattare questo argomento partendo dai francobolli, oggetto di collezione forse più diffuso nel mondo. Passione che ci si può permettere spendendo delle cifre non elevate (a parte quegli esemplari rari molto costosi, ma d’altra parte essendo rari non molti li potranno avere nelle proprie collezioni.

FRANCOBOLLI 1

LA NASCITA DEL FRANCOBOLLO

Quando, nel 1837 Rowland Hill pubblicò a sue spese il suo “Post Office Reform: its Importance and Practicability” forse non si rendeva completamente conto di quanto la sua rivoluzionaria proposta di imporre un pagamento del servizio postale in partenza e non in arrivo, diminuendo contemporaneamente le tariffe, avrebbe cambiato la storia delle comunicazioni e, conseguentemente, influito anche su quella del mondo.

Egli, infatti, capì che se fosse stato abbassato il costo della spedizione, i conseguenti minori introiti sarebbero stati ampiamente compensati dall’incremento del volume di posta.

Rowland Hill suggerì, inoltre, di applicare sulle lettere “un pezzo di carta sufficientemente grande da accogliere una stampa e coperto al retro da una soluzione glutinosa” che testimoniasse l’avvenuto pagamento.

Dopo molti contrasti in ambito governativo, le sue proposte furono accettate. Si trattava ora di dare forma a quel “pezzo di carta”, anche se già nel febbraio del 1838 James Chalmers, librario di Dundee, aveva allestito alcune prove che ne costituivano la prima attuazione pratica.

Nel settembre del 1839, venne bandito un concorso che invitava “….gli artisti, gli uomini di scienza e il pubblico in generale….a offrire qualsiasi suggerimento o proposta riguardante il modo in cui il francobollo poteva essere messo in uso nel migliore dei modi”. Delle circa 2600 proposte inviate, nessuna però soddisfece completamente Hill – nominato nel frattempo Sovrintendente della riforma – e il suo staff.

Si decise quindi di utilizzare per il francobollo il profilo della regina Vittoria, traendolo da una medaglia incisa da William Wyon nel 1837. Dopo circa cinque mesi di prove di incisione, di conio e di stampa, il 16 aprile 1840 la Perkins, Bacon & Petch iniziò la produzione del “Penny black”.

Il 1° maggio, il primo francobollo del mondo venne messo in distribuzione presso gli uffici postali, con l’avvertenza che il suo uso avrebbe dovuto iniziare solo a partire dal 6 maggio 1840.

Nonostante le raccomandazioni sulla data d’inizio dell’uso dei francobolli, però, alcune lettere affrancate furono consegnate alla posta prima del 6 maggio, e vennero accettate e inoltrate da impiegati ovviamente ancora poco pratici del nuovo sistema. Queste lettere sono considerate grandi rarità.

Parallelamente al travagliato percorso che portò all’emissione del Penny Black – e del suo fratello minore, da 2 pence, emesso l’8 maggio 1840 – si snodò la strada del primo intero postale britannico, la “Mulready”, così chiamata dal nome del suo bozzettista, posta in circolazione lo stesso giorno del primo francobollo del mondo.

Nonostante le previsioni pessimistiche, il francobollo incontrò subito il favore della popolazione, tanto che il volume della corrispondenza passò da 75.907.572 di lettere spedite nel 1839 ai 168.768.344 consegnati agli uffici postali nel 1840.

Il successo non arrise, invece alla Mulready, che anzi, a causa del complicato disegno che la ornava, fu oggetto di molte caricature e cadde ben presto in disuso.

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