economia e finanza – 1

  glossario – 1

ABI: è la sigla di di Associazione bancaria italiana, libera associazione cui aderiscono tutti gli istituti di credito italiani e molte società finanziarie.

Fondata nel 1919 e ricostituita nel 1945, ha sede a Roma. Tutela gli interessi degli associati e ha avuto un ruolo importante nella promozione di accordi interbancari. Tra i suoi compiti di maggior rilievo oltre alla tutela degli interessi delle associate, rientrano i rapporti con le autorità monetarie e le associazioni di categoria di altri paesi.

A BREVE: è l’espressione finanziaria che designa una transazione destinata a concludersi al massimo entro 18 mesi.

ACCAPARRAMENTO: è l’acquisto in quantità sempre più grandi di merci, materie prime, titoli di cui si prevede un aumento di prezzo. E’ incluso tra i delitti contro l’economia pubblica l’accaparramento inteso come sottrazione dal mercato di materie prime, generi alimentari di largo consumo o prodotti di prima necessità in modo atto a determinarne la rarefazione o il rincaro. In determinati casi, si configura il reato di aggiotaggio.

ACCAPARRAMENTO DI CLIENTELA: forma di concorrenza sleale tra aziende di credito condotta, per esempio, concedendo fidi non richiesti o spingendo il personale a fare incetta di depositi con l’offerta di incentivi economici.

ACCESSI, ISPEZIONI, VERIFICHE: attività di vigilanza svolta dagli uffici finanziari della polizia tributaria secondo le modalità previste dall’art. 33 d.p.r. 29 settembre 1973 n. 600 e art. 52 d.p.r. 26 ottobre 1972 n.633.L’accesso consiste in un’operazione mediante la quale l’organo accertatore si porta materialmente nei luoghi ove sia possibile reperire dati attinenti all’attività da verificare. Con esso si, esprime concretamente un potere di ingresso che può essere esercitato anche contro la volontà del contribuente, nei luoghi destinati all’esercizio di attività commerciali, agricole, artistiche o professionali. L’accesso nei luoghi suddetti deve essere autorizzato dal capo dell’ufficio, mentre, se si tratta di luoghi ove viene svolta attività professionale, l’autorizzazione deve essere data dal procuratore della repubblicaAnche l’accesso alle abitazioni, agli automezzi, ai circoli privati o ad altri locali simili deve essere autorizzato dal procuratore della repubblica allorché esistano gravi indizi di violazione alle norme tributarie.I poteri ispettivi sono stati ampliati dall’art.18 della legge 413 del 1992 con l’abolizione del segreto bancario. In precedenza gli accessi presso gli istituti di credito erano ammessi soltanto in limitate circostanze e previa autorizzazione giudiziaria.L’ispezione costituisce l’esame diretto di tutti i libri contabili, registri, documenti e scritture che si trovano nei locali presso i quali viene effettuato l’accesso, compresi quelli la cui tenuta e conservazione non è obbligatoria. Se il contenuto del documento non può essere riprodotto nel processo verbale, né può essere disposto il sequestro. La documentazione ispezionata può inoltre essere sottoposta a sequestro nel caso in cui il contribuente non sottoscriva il processo verbale o ne contesti il contenuto.La verifica accerta la conformità dell’operato del contribuente alla normativa fiscale, rilevando le violazioni formali o sostanziali esistenti.

ACCETTAZIONE BANCARIA: tratta spiccata da un’impresa nei confronti di una banca, nell’intento di negoziarla sul mercato, per un importo ovviamente inferiore a quello indicato nel titolo stesso, allo scopo di provvedersi di danaro liquido. Traente è quindi un imprenditore, trattario un ente creditizio, prenditore (normalmente) lo stesso traente: quest’ultimo gira la cambiale a un terzo (mediante una girata senza garanzia) dopo che la stessa è stata accettata dalla banca trattaria. L’impresa emittente si impegna verso la banca accettante a rimetterle, alla scadenza dell’accettazione, la liquidità necessaria per la sua estinzione. L’accettazione bancaria ha raggiunto in Italia notevoli livelli di diffusione alla fine degli anni Settanta e all’inizio degli anni Ottanta (cioè in un periodo caratterizzato da elevato costo del danaro e da restrizioni al credito) per le caratteristiche che la assimilano a un titolo di credito a reddito fisso a breve termine con un rendimento elevato (in genere un punto, un punto e mezzo al di sotto del prime rate). Il rendimento è dato dalla differenza tra il prezzo di acquisto pagato dal possessore e il valore nominale del titolo. L’utilizzo delle accettazioni bancarie è notevolmente diminuito per ragioni fiscali, mentre in precedenza le stesse erano sottoposte alla sola imposta di bollo, con il d.l. 2 ottobre 1981 n.546 convertito con modificazioni con la legge 1° dicembre 1981 n.692 sono stati assoggettati alla ritenuta del 15% i proventi da esse derivanti; la ritenuta è stata ulteriormente elevata al 27% con il d.lg. 21 novembre 1997 n.461 in vigore dal 1° luglio 1998. Per disposizione della Banca d’Italia, le banche non possono rilasciare accettazioni per un importo superiore a due quinti del loro patrimonio. Continua

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