La favola del giorno

LE FARFALLE E I FIORI

Lo spirito dell’aria, Vun, al tempo dei tempi, per divertirsi, creò le farfalle. Ma le farfalle capricciose, invece di seguire Vun negli spazi, subirono il fascino del Lago Cristallino e presero un pazzo gusto a volteggiare sopra le sue acque chete. Le acque riflettevano la loro grazia variopinta, la loro vivacità lieve, colmandole di vanitosa compiacenza.

Bam, il Genio del Lago, si stancò di quell’andirivieni alato. E un giorno si levò dall’acqua così alto e magro e pallido, che la sua persona apparve come un palo bianco in mezzo al turbine colorato delle farfallucce.

  • Andatevene di qui, – gridò iracondo – andatevene, o schiocche.

C’è spazio per tutti nell’universo. Il mio dormiveglia ha bisogno di solitudine.

Le farfalle, insensibili alla collera di Bam, continuarono ad intrecciare sull’acqua le loro ridde colorate.

Il Genio perse completamente la pazienza.

  • Liang, – chiamò – accorri, Liang, servo fedele dei boschi e delle acque, stronca la testardaggine di questi animalucci noiosi

Liang, ubbidiente, agguantò a una a una le farfalle, legò al loro piccolo corpo un filo verde, e il capo di questo, rafforzato da altri filamenti, nascose, profondo nella terra.

Erano nati i fiori. Quando il re degli spazi li vide, ne fu entusiasta. E per renderli più incantevoli, a molti di essi offerse la grazia del profumo.

Vun, un bel giorno, si ricordò delle farfalle e si recò in riva al Lago Cristallino, per vederle ancora una volta.

  • Non esistono più farfalle, – annunciò Bam, levandosi dall’acqua. – Esistono i fiori che abbelliscono la terra. guardali.

Vun si guardò attorno e capì.

  • Sono belli, – ammise; – i fiori sono proprio belli. Mancano, tuttavia, le farfallucce.
  • Non ti verrà in mente – strepitò il Genio – di regalarmene delle altre.
  • Non le regalerò a te, le regalerò ai fiori che le sentiranno sorelle, le regalerò ai bimbi che amano le creaturine leggiadre e innocenti, le regalerò ai poeti, a tutti gli uomini che cercano la bellezza e se ne consolano.

Scattò dall’alto un nugolo d’oro, d’argento, di porpora, di cobalto, variegato d’ombra: farfalle, farfalle:

I fiori si sollevarono su lo stelo implorando una carezza delle alucce variopinte, le foglie degli alberi palpitarono di commozione.

La gioia delle farfalle appartenne all’aria e alla terra. Ma l’acqua ne fu estranea. Bam e tutti gli altri Geni, indolenti, continuarono a vivere tra le onde dei laghi, dell’oceano e dei fiumi, il loro dormiveglia senza sogni e senza poesia.

Anonimo Cinese. Da fiabe e leggende dell’Estremo Oriente, Principato.

Una risposta a "La favola del giorno"

Rispondi a cosimosaporito Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.