L’angolo della Poesia

I DUE ORFANI – DI GIOVANNI PASCOLI

Due fratellini sono rimasti orfani e, nella loro stanzetta solitaria, rievocano la dolce presenza della mamma che non c’è più a consolarli. Il buio che si addensa intorno ai loro letti è percorso da voci, brividi, rintocchi di campane: i due bambini hanno paura, si stringono vicini e piangono la loro sventura. In questa lirica il poeta, rimasto presto senza padre, prima, e senza madre un anno dopo, rievoca probabilmente una delle sue tante sere di solitudine angosciata vissuta col fratello Ruggero appena maggiore di lui; forse per questo i versi con il loro ritmo sommesso, toccano profondamente il cuore di chi li legge.

“Fratello, ti do noia ora, se parlo?”

“Parla: non posso prender sonno”. “Io sento

rodere appena …”. “Sarà forse un tarlo …”.

“Fratello, l’hai sentito ora un lamento

Lungo nel buio?”. “Sarà forse un cane …”.

“C’è gente all’uscio …”. “Sarà forse il vento …”.

“Odo due voci piane piane piane …”.

“Forse è la pioggia che vien giù bel bello”.

“Senti quei tocchi?”. “Sono le campane”.

“Suonano a morto? suonano a martello?”.

“Forse …”. “Ho paura …”. “Anch’io”. “Credo che tuoni:

stammi vicino: stiamo in pace: buoni”.

“Io parlo ancora, se tu sei contento.

Ricordi quando per la serratura

veniva il lume?”. “Ed ora il lume è spento”.

“Anche a que’ tempi noi s’avea paura:

sì, ma non tanta”. “Or nulla ci conforta,

e siamo soli nella notte oscura”.

“Essa era là, di là di quella porta;

e se ne udiva un mormorio fugace,

di quando in quando”. “Ed or la mamma è morta”.

“Ricordi? Allora non si stava in pace

tanto, tra noi …”. “Noi siamo ora più buoni …”

“ora che non c’è più chi si compiace

di noi…” “che non c’è più chi ci perdoni”.

da Primi poemetti, Mondadori

Pascoli Giovanni. Uno dei maggiori poeti del Decadentismo italiano, nato a San Mauro di Romagna nel 1855 e morto a Bologna nel 1912. La sua giovinezza difficile, colpita da sciagure familiari, influì profondamente sul suo carattere. Nelle sue poesie amò cantare le piccole cose, la natura, i sentimenti semplici. Le sue raccolte principali sono: Myricae, Primi poemetti, Canti di Castelvecchio.

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