Città e Paesi della Campania – Acerra – 3

L’area oggi occupata dalla piazza del Duomo è stata da sempre una zona sacra: il Duomo, costruito nel cinquecento, poggia infatti le sue fondamenta su un antico tempio forse dedicato a Ercole. In seguito al crollo del tetto, avvenuto nel 1789, esso fu ricostruito dal 1791 al 1843 in forme più grandiose. Sette anni dopo la chiesa si lesionò a tal punto da rendere necessaria la sua demolizione. I lavori per la nuova costruzione vennero ultimati nel 1874. La cattedrale, che si apre sulla piazza antistante con un atrio in stile ionico, è suddivisa all’interno in tre navate scandite da pilastri. Tra le opere che fanno parte del patrimonio artistico dell’Assunta è da annoverare un Crocifisso ligneo, particolarmente venerato, e la tela dell’altare maggiore raffigurante l’Assunta, dipinta da Giacinto Diana nel 1798. Quella che possiamo oggi ammirare in chiesa è però solo una copia del quadro: l’originale è in realtà conservato presso la Galleria di Capodimonte. Sempre nel presbiterio si trovano il grande coro ligneo e il trono episcopale di marmo rosso e giallo di Sicilia che apparteneva alla Cattedrale cinquecentesca. Purtroppo nell’ottocento è stato mutilato degli ornamenti che lo abbellivano: maschere, uccelli, cesti con fiori e frutta. Pochi gli oggetti rimasti dell’antica chiesa: oltre al trono è visibile un altorilievo di marmo con la Vergine e il Bambino tra San Pietro e San Paolo e due coppie di angeli, un’opera di notevole fattura della scuola di Giovanni da Nola. Sull’acquasantiera della sagrestia si trova un piccolo bassorilievo marmoreo di 35 centimetri raffigurante, nella sua parte inferiore, due gruppi di oranti in ginocchio, forse i governatori del Pio Monte e i confratelli del Santissimo Rosario. Quasi tutte le cappelle sono arricchite di tele o statue raffiguranti i santi ai quali sono dedicate: nella cappella della crociera un ritratto di San Cuono, protettore della città, una statua del santo e una tela con la Deposizione. Nelle cappelle di destra tele con San Nicola, San Girolamo che contempla il Giudizio Universale e la Madonna delle Grazie tra il Beato Pietro da Pisa e San Girolamo. La prima cappella di sinistra è ornata da un quadro ottocentesco di Paolo Alberty con Santa Margherita da Cortona. Il soffitto è affrescato: la figura del Cristo seduto è circondata da angeli; a destra la Vergine con corona d’oro e serto di rose, a sinistra un uomo inginocchiato. Alle spalle si vedono un angelo custode e l’arcangelo Michele con una bilancia a doppia coppa: una contiene il rosario, l’altra le colpe del penitente.

Al di sotto della chiesa attuale doveva esserci un’altra chiesa, risalente al Mille, di cui restano pochi, deteriorati affreschi.

Fronteggia la cattedrale la Chiesa del Corpus Domini: sull’altare maggiore è una pregevole Pietà attribuita a Massimo Stanzione, circondata da due piccoli quadri rettangolari con due angeli. Sugli altari laterali sono poste due grandi tele con le Nozze di Cana e l’Ultima Cena, entrambe settecentesche e restaurate nel 1889. Le due cappelle laterali sono dedicate alla Madonna del Carmine e all’Immacolata e in ambedue le statue sono sistemate in una nicchia.

Sempre nel centro storico, in via Annunziata, è la Chiesa di San Cuono, martirizzato nel III secolo a Iconium in Asia Minore. Da alcuni documenti si viene a conoscenza che nell’anno 1079 esisteva un piccolo monastero con annessa una chiesa donata alla città dalle famiglie Sanguigno e Zahora che abitavano in quella via; la porta laterale, su cui compare un affresco con la Vergine delle Grazie e devoti, costituiva l’ingresso riservato per i componenti delle due famiglie. Nell’ottobre del 1826 la chiesa crollò e fu riedificata qualche anno dopo a spese del comune: vi si custodiscono le antiche statue di San Cuono e figlio.

Uno degli edifici sacri più antichi di Acerra è la Chiesa dell’Annunziata, che risale al XV secolo. L’appellativo di Confraternita della Pace con cui era conosciuta in passato è dovuto al quadro posto nella cappella a destra della crociera che rappresenta la pace stipulata tra due persone coronate. Sull’altare maggiore si nota un quadro on l’Annunciazione della Vergine. Si tratta di una pittura su legno di epoca angioina con sullo sfondo un’architettura con una fuga di volte: sul trono è seduta la Vergine, mentre l’angelo ha grandi ali dorate; d’oro sono anche le lunette, gli ornati architettonici, gli orli delle vesti.

Nella prima cappella di destra è un pregevole Crocifisso ligneo del XII secolo, testimonianza delle influenze provenzali subite dall’ambiente artistico napoletano. Nel 1891 la chiesa venne interamente restaurata e decorata: un piccolo altare dedicato a Santa Maria del Buon Consiglio fu aggiunto in corrispondenza della piccola porta laterale. Nel 1760 i Padri domenicani, che occupavano il monastero accanto alla chiesa, costruirono un chiostro che venne stuccato e imbiancato l’anno successivo. L’edificio è sormontato da una cupola barocca eretta nel XVII secolo; seicenteschi sono anche i bei paliotti d’altare e altri elementi decorativi. Continua.

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