L’angolo della Poesia

Napoli ieri oggi e domani

L’INFINITO

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,

e questa siepe, che da tanta parte

dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma, sedendo e mirando, interminati

Spazi di là da quella, e sovrumani

Silenzi, e profondissima quiete

Io nel pensier mi fingo; ove per poco

Il cor non si spaura. E come il vento

odo stormir tra queste piante, io quello

infinito silenzio a questa voce

vo comparando: e mi sovvien l’eterno,

e le morti stagioni, e la presente

e viva, e il suon di lei. Così tra questa

immensità, s’annega il pensier mio:

e il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi

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