Miti-Saghe e Leggende

La Creazione – Mito Africano

In Principio la terra era un arido squallido deserto, ove dimorava un drago di nome Nenaunir. Iddio scese dal cielo, combatté contro il drago e lo vinse. Il liquidò che fluì dal cadavere, cioè l’acqua, fecondò la petraia selvaggia. Là dove Iddio aveva ucciso il mostro e dal suo cadavere era sgorgato il sangue, sorse il Paradiso, un giardino ricco di lussureggiante vegetazione. Ormai la terra era sicura. Allora Iddio per virtù della sua parola creò il sole, la luna, le stelle, le piante e gli animali, e finalmente fece nascere la prima coppia umana. L’uomo, Maitumbé, fu da lui mandato giù dal cielo, mentre la donna, Naiterogòb, emerse per ordine di Dio dal seno della terra.

L’uomo e la donna si incontrarono nel Paradiso, dove gli alberi erano carichi dei frutti più deliziosi (la Iddio aveva condotto Maitumbé). Iddio disse alla coppia: “Voi mangerete di tutti questi frutti; essi saranno il vostro nutrimento: soltanto di un albero, quello là – e l’indicò con la mano – non mangerete i frutti. Questo è il mio comandamento”. I due annuirono, e vissero poi da pastori tranquillamente senza pensieri. Al mattino con un toro, tre vacche e un paio di capre se ne andavano al pascolo, si cibavano durante il giorno di frutta, e la sera si coricavano sul muschio e le fronde, non avendo una capanna e nemmeno dei vestiti.

L’espulsione dal Paradiso

Quasi ogni giorno Iddio visitava l’uomo e la donna nel Paradiso, scendendo dal cielo per una scala che appariva soltanto nel momento in cui egli l’adoperava, per scomparire insieme con lui quand’egli ritornava in cielo. Quando Iddio scendeva, soleva chiamare l’uomo e la donna, che ogni volta accorrevano a lui con gioia. Un giorno Iddio discese su la terra, e chiamò l’uomo e la donna, ma invano. Essi si erano nascosti nel bosco; e quando Iddio li scorse, li chiamò e chiese perché si fossero nascosti. Maitumbé rispose: “Noi ci vergogniamo perché abbiamo agito male e contrariamente al tuo comandamento, mangiando dei frutti dell’albero da te proibito. Naiterogòb mi diede di quei frutti, e mi persuase a mangiarne dopo averne mangiato lei stessa”. Allora Iddio chiese a Naiterogòb perché avesse disubbidito e contro la sua volontà avesse mangiato di quei frutti; ed essa rispose: “Il serpente a tre teste venne da me, e disse che mangiando di quei frutti noi saremmo divenuti eguali a te e onnipotenti come te. Perciò io ne mangiai e ne diedi da mangiare a Maitumbé”. Iddio si sdegnò, e disse: “Poiché avete disubbidito al mio comandamento, ve ne andrete dal Paradiso”, e rivolto al serpente soggiunse: “E tu, per castigo, abiterai in eterno nei crepacci della terra”. Ciò detto Iddio si voltò e ritornò immediatamente in cielo. Maitumbé mosse per andargli dietro e chiedergli perdono, ma subito gli si fece incontro la Stella del mattino, mandata da Dio per cacciare l’uomo e la donna dal Paradiso e rimanere poi a guardia di esso. Allora l’uomo e la donna dovettero procurarsi faticosamente di che nutrirsi, perché Iddio non provvedeva più al loro sostentamento, né si curava più, come prima, delle loro faccende.

da R. Pettazzoni, miti e leggende, UTET

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