La favola del giorno

Incampana gatto

Molti nobili e baroni si riunirono in consiglio segreto nella chiesa di Lauder, e li presero a lamentarsi in lungo e in largo delle calamità che affliggevano la Scozia per colpa di Cochran e dei suoi accoliti, tutta gente insolente e corrotta. Le proteste e le invettive si susseguivano da un pezzo quando Lord Gray pregò i convenuti di prestare attenzione a una favola.

  • I topi, – disse, – non ne potevano più delle persecuzioni del gatto, e decisero perciò di appendergli al collo un campanellino, in modo da sentirlo quando si avvicinava. Ma sebbene il provvedimento fosse stato approvato all’unanimità dall’assemblea, non poté essere messo in pratica, perché nessun topo se la sentiva di assumersi l’incarico, e di cercare di appendere un campanello al collo di quel tremendo nemico -.

Con questa favola lord Gray voleva rendere ben chiara la propria opinione, e cioè che fra quei nobili scontenti, nonostante i loro audaci propositi contro i ministri del re, sarebbe stato difficile trovarne uno abbastanza coraggioso da passare all’azione.

Ma appena Gray ebbe finito di parlare, Archibald conte di Angus, uomo di intrepido coraggio e forte come un gigante, si alzò e disse: – Io sono quello che incampanerà il gatto -; e da questa espressione gli derivò il soprannome di Incampana gatto, che lo accompagnò fino alla fine dei suoi giorni.

Questo aneddoto su una cospirazione di nobili scozzesi contro i favoriti di Giacomo III dimostra che la storia era nota in Scozia già nel 1482.

Fiabe popolari Inglesi

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