La favola del giorno

Il piccolo Claus e il grande Claus – 3

L’oste aveva tanti, tanti soldi, era anche un brav’uomo, ma era irritabile, neanche avesse pepe e tabacco in corpo.

  • Buon giorno! fece al piccolo Claus, – hai avuto fretta di infilarti il vestito della festa, stamane!
  • Sì, – disse il piccolo Claus, – devo andare in città con la nonna; l’ho lasciata fuori sul carro, non posso farla entrare: volete portarle un bicchiere di idromele, per favore? ma parlate forte, perché è un po’ sorda!
  • Certo, ci vado subito! – disse l’oste, riempì un gran bicchiere di idromele e on quello si recò dalla nonna morta che stava accriccata sul carretto.
  • Ecco un bicchiere di idromele da parte di suo figlio! disse l’oste, ma la morta non rispose, e restò immobile.
  • Non sente? – urlò l’oste più forte che poté, – ecco un bicchiere di idromele per lei, da parte di suo figlio!

Urlò un’altra volta la stessa cosa, e poi un’altra volta ancora, ma, visto che quella non si muoveva, si arrabbiò e le scagliò il bicchiere in faccia, così che l’idromele prese a scorrerle sul naso ed essa cadde riversa nel carro, poiché non era stata legata per niente.

  • Ma guarda, – gridò il piccolo Claus, si slanciò fuori e afferrò l’oste per la giubba.
  • Mi hai ammazzato la nonna! guarda, le hai fatto un buco sulla fronte!
  • Oh! è stata una disgrazia! – esclamò l’oste giungendo le mani, – è tutta colpa del mio caratteraccio! Mio caro, piccolo Claus, io ti regalerò uno staio di denari e farò seppellire la tua vecchia come se fosse la nonna mia, purché tu non parli, altrimenti mi tagliano la testa e questo sarebbe disgustoso!

Così, il piccolo Claus ebbe uno staio pieno di denaro e l’oste seppellì la vecchia nonna, come se fosse stata la sua.

Ora, appena il piccolo Claus arrivò a casa con tutti questi soldi, mandò subito il ragazzo dal grande Claus con preghiera di prestargli uno staio.

  • Come? – disse il grande Claus, non l’avevo ammazzato? bisogna che vada a vedere io stesso! – e così andò dal piccolo Claus, con lo staio.
  • Ma guarda! e chi ti ha dato tutti quei soldi? Chiese e spalancò tanto d’occhi nel vedere quanti altri ne aveva avuti.
  • Era la nonna che hai ammazzato, non me! disse il piccolo Claus, – ora l’ho venduta e ho ricavato uno staio di denari!
  • Te l’hanno pagata bene! – disse il grande Claus, si precipitò a casa, prese una scure, ammazzò subito sua nonna, la depose nel carro, si recò in città dove abitava il farmacista e gli chiese se voleva comprare una persona morta.
  • Chi è e dove l’avete trovata? – domandò il farmacista.
  • E’ mia nonna! rispose il grande Claus, – l’ho ammazzata io per uno staio di denari!
  • Dio ci salvi! – disse il farmacista, – avete la lingua troppo lunga! ma non dite certe cose, se non volete rimetterci la testa! –

Quindi gli spiegò con tutta esattezza quale orribile cosa aveva commesso, e che uomo cattivo egli era, e il castigo che meritava; il grande Claus s’impaurì tanto che dalla farmacia, con un salto, raggiunse il carretto, frustò i cavalli e filò a casa, ma il farmacista e l’altra gente pensarono che era matto e lo lasciarono andare per la sua strada.

  • Questa me la pagherai! – disse il grande Claus quando si trovò in aperta campagna. – Ah, sì! questa me la pagherai, piccolo Claus! – e appena arrivato a casa prese il sacco più grande che poté trovare, andò dal piccolo Claus e gli disse: – anche questa volta ti sei burlato di me! Prima ho ammazzato i cavalli e adesso la mia vecchia nonna! Tutto per colpa tua, ma ora non ti burlerai più di me! – E afferrò il piccolo Claus per la vita e lo ficcò nel sacco, se lo caricò sulle spalle e gli gridò: – adesso ti vado ad affogare!

C’era un bel pezzo di strada da fare, prima di giungere al fiume, e il piccolo Claus non era un peso leggero da portare. La strada passava accanto alla chiesa. L’organo suonava e la gente, dentro, cantava così bene; il grande Claus posò il sacco col piccolo Claus presso la porta e pensò che sarebbe stata un’ottima cosa entrare e ascoltare un salmo prima di proseguire; tanto, il piccolo Claus non poteva scappare e la gente stava tutta in chiesa; così entrò.

  • Ahimè! Ahimé! – gemeva il piccolo Claus dentro il sacco; e si girava e si rigirava, ma non c’era verso di sciogliere il nodo; in quel mentre giunse un mandriano coi capelli bianchi come il gesso e con un grande bastone; guidava un armento di mucche e di tori, i quali inciamparono nel sacco dov’era il piccolo Claus, rovesciandolo.
  • Ahimè! – sospirò il piccolo Claus, – sono tanto giovane e già devo andare in cielo!
  • E io meschino! – disse il mandriano, – sono tanto vecchio e ancora non ci posso andare!
  • Apri il sacco! – gli gridò il piccolo Claus. – Vieni qui al mio posto, così arrivi presto in cielo!
  • Oh! lo faccio molto volentieri, – disse il mandriano, sciolse il nodo del sacco e il piccolo Claus saltò subito fuori.
  • Vuoi badare tu alle bestie, intanto? – disse il vecchio, e si ficcò nel sacco che il piccolo Claus legò, poi se ne andò con le mucche e i tori.

Poco dopo, il grande Claus uscì dalla chiesa, riprese il sacco sulle spalle e gli sembrò veramente che fosse diventato molto leggero, perché il mandriano non pesava più della metà del piccolo Claus!

  • Come si è fatto leggero da portare! forse perché ho ascoltato un salmo! – e andò al fiume che era largo e profondo, gettò il sacco col vecchio nell’acqua e siccome era sicuro che ci fosse il piccolo Claus gli urlò dietro: – Ecco qua! Adesso non ti burlerai più di me!

Poi si diresse verso casa. Ma arrivato a un crocicchio incontrò il piccolo Claus che spingeva avanti a sé l’armento.

  • Che roba è questa? – disse il grande Claus. Non ti ho appena affogato?
  • Certo! – rispose il piccolo Claus, – tu mi buttasti nel fiume una mezz’oretta fa!
  • Ma dove hai trovato tutte queste belle bestie? chiese il grande Claus.
  • E’ bestiame di mare! – disse il piccolo Claus, – ti racconterò tutta la storia, e poi ti ringrazio tanto di avermi affogato: adesso eccomi di nuovo sulla terra e sono molto ricco, sai! Ho avuto tanta paura quando stavo dentro il sacco, e sentii il vento fischiarmi nelle orecchie mentre mi buttasti dal ponte nell’acqua fredda; precipitai subito sul fondo, ma non mi feci male, perché laggiù cresce una bella erba tenera; ci caddi sopra e subito qualcuno aprì il sacco e una bella fanciulla, dalle vesti candide e con una corona verde sui capelli bagnati, mi prese per mano e disse: “Sei tu, piccolo Claus? Eccoti per prima cosa un po’ di bestiame! a un miglio da qui c’è anche un altro armento che ti voglio regalare!” Allora mi accorsi che il fiume era la strada maestra per la gente del mare. Loro, dal mare, si inoltravano a piedi o in carrozza entro la terraferma fin dove finisce il fiume. Era molto bello con tutti quei fiori, e l’erba fresca e i pesci che nuotavano in acqua e mi sfioravano le orecchie, come qui gli uccelli dell’aria. C’erano tante persone gentili e tanto bestiame che camminava lungo le siepi e i fossi!
  • Ma perché sei ritornato subito fuori? chiese il grande Claus. – Io non sarei tornato, dal momento che laggiù era così bello!
  • Capisci, – disse il piccolo Claus, – è solo un’astuzia da parte mia! Ma tu hai ascoltato bene quello che ho detto? La fanciulla del mare disse che a un miglio di strada, e quando dice strada, essa intende il fiume, perché in altri luoghi non può camminare, c’è un altro armento di buoi per me. Ma io so che il ruscello fa una curva qui, e un’altra là, è tutto un lungo giro, e se si può, si fa molto prima a salire sulla terra, e tornare al fiume tagliando di traverso; così risparmio quasi mezzo miglio e raggiungo più in fretta il mio bestiame di mare.
  • Ah! sei un uomo fortunato! – disse il grande Claus. – Credi che anch’io troverò bestiame di mare se scendo sul fondo del fiume?
  • Penso di sì! – disse il piccolo Claus, – ma io non posso trascinarti col sacco fino al fiume; pesi troppo per me; se tu ci vai da solo e poi ti infili nel sacco, io ti butterò in acqua con grande piacere!
  • Grazie tante! – disse il grande Claus. – Ma se non trovo bestiame di mare quando sarò giù, ti darò tante bastonate, ricordati!
  • Oh! no, non essere così cattivo – e andarono al fiume. Quando le bestie che erano assetate videro l’acqua, presero a correre più che potevano per andare a bere.
  • Vedi come si affrettano! – disse il piccolo Claus; non vedono l’ora di tornare sul fondo del fiume!
  • Si, ma ora devi aiutare me! – disse il grande Claus, – altrimenti ti bastono! – e si infilò in un sacco che aveva tolto dalla groppa di un toro. – Metti anche un sasso, altrimenti ho paura che non vado giù! – disse il grande Claus.
  • Ci andrai di sicuro! – disse il piccolo Claus, tuttavia mise nel sacco una grossa pietra, legò stretto e diede una spinta: plump! ed ecco il grande Claus in acqua; arrivò subito sul fondo.
  • Ho paura che il bestiame non lo trovi! – disse il piccolo Claus, e si diresse verso casa con tutto quello che aveva. Fine

Hans Christian Andersen

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