Curiosando qui e là

Il sesso del computer

In una scuola inglese un insegnante, spiegava ai suoi studenti che in francese i sostantivi sono divisi in maschile e femminile. Stupito uno studente chiese: “Di che genere è il computer?”.

Non sapendo rispondere alla domanda, l’insegnate divise la classe in due gruppi, chiedendo loro di decidere. Un gruppo era composto di sole donne e l’altro di soli uomini.

Il gruppo di donne concluse che i computer sono maschi per le seguenti considerazioni:

1 – per poter avere la loro attenzione, li devi accendere;

2 –contengono molti dati, ma sono privi di intelligenza propria;

3 – dovrebbero essere lì per risolvere i tuoi problemi, ma per metà del tempo sono loro il problema;

4 – non appena te ne procuri uno, ti accorgi che, se avessi aspettato un po’, avresti potuto averne uno migliore.

Gli uomini decisero che i computer appartengono al genere femminile, perché:

1 – nessun altro al di fuori del loro creatore capisce la loro logica interna;

2 – i linguaggi di cui si servono per comunicare con gli altri computer è incomprensibile a chiunque;

3 – i tuoi errori, anche minimi, sono immagazzinati nella memoria a lungo-termine per essere usati più avanti;

4 – appena ne acquisti uno, ti ritrovi a spendere metà del tuo conto in banca per gli accessori.

Tradito da sposa e testimone

Leggenda metropolitana.

Due giovani decidono di sposarsi. La sera precedente le nozze, il futuro sposo si reca presso la dimora coniugale e scopre che ivi stanno consumando un amplesso la sua fidanzata e il suo testimone di matrimonio.

Non visto, con teutonica freddezza medita la sua vendetta. E il giorno della cerimonia, invitato dal celebrante a pronunziare le frasi previste dal rito, rivela a tutti gli invitati la tresca.

Un po’ di galateo

Sbadigliare in pubblico è una cosa da evitare naturalmente. Ma se proprio non ci si può trattenere, il galateo insegna che è opportuno coprire con una mano la bocca. Perché? Una spiegazione logica c’è: l’interno della bocca può essere, e lo era sicuramente nei secoli passati, uno spettacolo poco gradevole. Denti macchiati o mancanti, infezioni, carie… per non parlare del fiato non sempre profumato. Il galateo si limita dunque a sottolineare un’ovvia esigenza di rispetto per il prossimo. In agguato esiste però anche un’altra spiegazione molto più fantasiosa.

Secondo una credenza popolare irlandese raccolta da Jane Wilde, la madre dello scrittore Oscar Wilde, nel libro “Superstitions of Ireland”, la bocca aperta sarebbe una via d’accesso per il diavolo. Era quindi usanza, almeno in Irlanda, farsi il segno della croce davanti alla bocca quando si era colti dallo sbadiglio. Per lo stesso motivo, le madri si affrettavano a coprire la bocca aperta dei propri piccoli, tenendo lontano il maligno sempre in agguato.

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