Economia

Economia e Finanza – Glossario 4

Aggiotaggio

Reato commesso da chi, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose, o ricorre ad altri artifici per provocare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato. E’ compreso, sotto la rubrica “rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio”, nell’art. 501 codice penale, che prevede la reclusione fino a tre anni e la multa da 516 a 25.800 €. Con legge 27 novembre 1976 n. 787 è stato inserito nel codice penale l’articolo 501 bis, che punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 56 a 25.800€ chiunque, nell’esercizio di qualsiasi attività produttiva o commerciale, compia manovre speculative ovvero occulti, accaparri o incetti materie prime, generi alimentari di largo consumo o prodotti di prima necessità, in modo da determinare la rarefazione o il rincaro sul mercato interno. L’incriminazione è estesa, per quanto riguarda le stesse merci e l’esercizio delle medesime attività, a chi, in presenza di fenomeni di rarefazione o rincaro sul mercato interno sottrae all’utilizzazione o al consumo rilevanti quantità delle merci suddette. La condanna importa l’interdizione dall’esercizio di attività commerciali o industriali per le quali sia richiesto uno speciale permesso o una speciale abilitazione, autorizzazione o licenza, nonché la pubblicazione della sentenza. In tutte le ipotesi, le merci vengono sequestrate e poi coattivamente vendute.

L’articolo 2628 codice civile con la reclusione da 1 a 5 anni e una multa pecuniaria la condatta di amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori nonché ex art. 2636 codice civile, di amministratori giudiziari e commissari governativi che diffondano notizie false o adottino altri mezzi fraudolenti atti a provocare nel pubblico mercato o nelle borse di commercio un aumento o una diminuzione del valore delle azioni della società o di altri titoli a essa appartenenti. Si tratta di una fattispecie sia di infedeltà patrimoniale, sia di frode, che si configura come reato speciale rispetto all’aggiotaggio comune (cosiddetto aggiotaggio societario).

Con legge 17 maggio 1991 numero 157 è stata introdotta una nuova figura, definibile “frode nel mercato mobiliare”: viene, infatti, punito con la reclusione fino a sei mesi e con una multa pecuniaria chiunque divulghi notizie false, esagerate o tendenziose ovvero ponga in essere operazioni simulate o altri artifizi, idonei a influenzare sensibilmente il prezzo vi valori mobiliari. Il delitto è aggravato qualora si agisca al fine di provocare una sensibile alterazione del prezzo di valori mobiliari ovvero l’apparenza di un mercato attivo di tali valori mobiliari. Se tali fini vengono raggiunti, le sanzioni sono ulteriormente aumentate e si applicano altresì le pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici, dell’interdizione da una professione o da un’arte, dell’interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, e dell’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per una durata non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni. La pena è raddoppiata se il reato è commesso da soggetti qualificati, quali gli amministratori, compresi quelli che esercitino di fatto il controllo delle società, i liquidatori, i direttori generali, i dirigenti, i sindaci e i revisori dei conti (di società o enti emittenti valori mobiliari di società che svolgono attività di intermediazione), gli agenti di cambio, i membri o i dipendenti della consob. La pena è ugualmente raddoppiata se il reato è commesso a mezzo stampa o con altri mezzi di comunicazione di massa. Con questa figura di reato, che si aggiunge a quelle di aggiotaggio comune e dell’aggiotaggio societario, il legislatore ha voluto ampliare ulteriormente la tutela del mercato mobiliare.

Ai settori creditizio e finanziario sono, infine, riservate le figure criminose dell’aggiotaggio bancario e dell’aggiotaggio su strumenti finanziari, disciplinati rispettivamente dall’articolo 138 del testo unico banche (decreto legislativo 1° settembre 1993 numero 385) e dall’articolo 181 del testo unico finanza (decreto legislativo 58/1998.

Aggiotaggio bancario

Divulgazione in qualunque forma, di notizie false, esagerate o tendenziose riguardanti banche o gruppi bancari, atte a turbare i mercati finanziari o indurre il panico nei depositanti, o comunque a menomare la fiducia del pubblico. In base all’articolo 138 del decreto legislativo 1993 numero 385 (testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia) chiunque sia colpevole di aggiotaggio bancario è punito con le pene stabilite dall’articolo 501 del codice penale.

Aggiotaggio su strumenti finanziari

Reato consistente nel divulgare notizie false, esagerate o tendenziose, ovvero nel porre in essere operazioni simulate o altri artifici idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari o l’apparenza di un mercato attivo dei medesimi. E’ sanzionato con la reclusione fino a 3 anni e con una multa pecuniaria. Ove si verifichi la sensibile alterazione del prezzo o l’apparenza di un mercato attivo, le pene sono aumentate.

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