La favola del giorno

Barbablù – 2

  • Bisogna morire, signora, – le disse, – e senza indugi.
  • Dato che devo morire, – ella rispose guardandolo con gli occhi pieni di lagrime, – datemi almeno un po’ di tempo per raccomandarmi a Dio.
  • Vi accordo un mezzo quarto d’ora, – rispose Barbablù, – ma non un minuto di più.

Rimasta sola, ella chiamò sua sorella e le disse:

  • Anna, – era questo il suo nome, – Anna, sorella mia, sali, ti prego, sali in cima alla torre per vedere se i nostri fratelli, per caso, non stiano arrivando; mi avevano promesso di venire a trovarmi quest’oggi, e se li vedi, fa’ loro segno di affrettarsi.

La sorella Anna salì in cima alla torre e la povera infelice le gridava di quando in quando:

  • Anna, sorella mia, vedi arrivare nessuno?

E la sorella Anna le rispondeva:

  • Vedo soltanto il sole che dardeggia e l’erba che verdeggia.

Intanto Barbablù, brandendo un coltellaccio, gridava a sua moglie, con quanto fiato aveva in corpo:

  • Scendi giù subito, o salgo su io!
  • Ancora un momentino, per piacere, – gli rispose la moglie: e, subito dopo, riprese con voce soffocata:
  • Anna, sorella mia, vedi arrivare nessuno?

E la sorella Anna rispondeva:

  • Vedo soltanto il sole che dardeggia e l’erba che verdeggia.
  • Scendi giù subito, – gridava Barbablù, – o salgo su io!
  • Adesso vengo, – rispondeva la moglie; e poi gridava:
  • Anna, sorella mia, vedi arrivare nessuno?
  • Vedo… – rispondeva la sorella Anna, – vedo un gran polverone che viene da questa parte.
  • Sono i nostri fratelli?
  • Ahimè no! sorella mia! E’ soltanto un branco di pecore!
  • Insomma, vuoi scendere o no? – sbraitava Barbablù.
  • Ancora un momento – rispondeva la moglie; e poi gridava:
  • Anna, sorella mia, vedi arrivare nessuno?
  • Vedo… – rispose la sorella, – vedo due cavalieri che vengono da questa parte, ma sono ancora molto lontani… Dio sia lodato! – esclamò un attimo dopo, – sono proprio i nostri fratelli! Faccio loro tutti i segni che posso, perché si sbrighino a venire.

Barbablù si mise a gridare così forte da far tremare la casa. La povera donna scese giù da lui e, tutta piangente e scarmigliata, andò a gettarsi ai suoi piedi.

  • Inutile far tante storie! – disse Barbablù, – dovete morire!

Poi afferrandola con una mano per i capelli, e con l’altra brandendo in aria il coltellaccio, si accinse a tagliarle la testa. La povera donna, volgendosi verso di lui e guardandolo con lo sguardo annebbiato, lo pregò di concederle un ultimo istante per potersi raccogliere

  • No, – lui disse, – e raccomandati a Dio! – Poi, alzando il braccio…

A questo punto, bussarono così forte alla porta di casa che Barbablù si fermò interdetto. Fu aperto, e subito si videro entrare due cavalieri che, sguainando la spada, si gettarono su Barbablù.

Lui riconobbe ch’erano i fratelli di sua moglie, uno dragone, l’altro moschettiere, e allora si diede a fuggire per mettersi in salvo; ma i due fratelli gli corsero dietro così lesti che lo acciuffarono prima ancora che avesse potuto raggiungere la scala. Lo passarono da parte a parte con le loro spade e lo lasciarono morto. la povera donna era anche lei quasi morta come il marito e non aveva la forza di alzarsi per abbracciare i suoi fratelli.

Si scoperse che Barbablù non aveva eredi: così la moglie diventò padrona di ogni suo avere. Ne adoperò una parte a maritare la sorella Anna con un giovane cavaliere che l’amava da molto tempo; un’altra parte a comperare il grado di capitano ai fratelli; e il rimanente, a maritarsi con un galantuomo che le fece dimenticare i brutti giorni che aveva passati con Barbablù.

Morale

Quella curiosità che tanto spesso

costa dolori e gravi pentimenti

è un futile piacere (non spiaccia al gentil sesso)

che, una volta raggiunto, finisce immantinenti.

Altra morale

Chiunque sia del mondo un po’ informato

subito vede che il racconto nostro

non è che storia del tempo passato.

Oggi, dove trovarlo un tale mostro

di marito che vuole l’impossibile?

Per malcontento e geloso che sia,

oggi il marito si mostra impassibile

al fianco della moglie, e tira via.

E di qualunque tinta sia tinto il suo barbone,

è difficile dire chi dei due sia il padrone.

Fiabe popolari francesi

Una risposta a "La favola del giorno"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...