Arte – Cultura – Personaggi

Alessandro Manzoni

Le idee e la poetica

Con Manzoni la parabola del neoclassicismo romantico si attenua e si esaurisce, e al suo posto si affermano ideali letterari decisamente, riconoscibilmente romantici. Anche Manzoni, nei suoi anni giovanili, aveva scritto le sue “grazie”, il poemetto Urania, celebrante, come le Grazie foscoliane, la Bellezza, l’Armonia, la Poesia. Ma al momento della conversione, questo tipo di poesia, aristocratica nei contenuti e raffinatissima nella forma, non lo soddisfa più. Il neoclassicismo aveva rappresentato certamente un prezioso strumento per comporre e superare i profondi dissidi che l’età napoleonica- nella sua contraddittorietà – veniva suscitando. Ma comportava pericoli di evasione e di disimpegno da cui lo stesso Foscolo non sempre aveva saputo guardarsi. Manzoni – più giovane di Foscolo e quindi più di lui esposto agli influssi del nascente Romanticismo, grazie prima di tutto al soggiorno francese, e poi all’ambiente d’origine, Milano – punta presto a una letteratura che risponda alla crisi morale contemporanea attraverso l’impegno morale: a una letteratura che si affidi non tanto a forme perfette ma vuote, quanto a contenuti sodi e sostanziosi: cioè alla meditazione e al sentimento. Il ritorno alla fede, la conversione, mentre chiarisce e risolve i problemi di Manzoni uomo, approfondisce e precisa il programma di Manzoni letterato. Sulla conversione manzoniana gravita tuttora una cert’aria di mistero, anche perché Manzoni fu sempre molto controllato sull’argomento. Ma probabilmente è una conversione misteriosa proprio perché priva di colpi di scena, di sorprese, di impennate mistiche.

Manzoni si convertì perché nel cattolicesimo si accorse di poter conciliare la propria educazione illuministica e le nuove esigenze romantiche sorte in lui dopo la crisi degli ideali giovanili. Milano, per la cultura che rappresentava, non soltanto era il centro italiano in cui il Romanticismo più rapidamente si era affermato: era anche l’ambiente in cui più direttamente si faceva sentire l’eredità della cultura illuministica e l’illuminista Beccaria era nonno di Manzoni. Romanticismo e Illuminismo, più che scontrarvisi, vi si susseguono in sostanziale continuità. Il ritorno manzoniano alla fede è indubbiamente un gesto romantico, compiuto proprio per sanare le contraddizioni cui la cultura illuministica era andata incontro. Ma è un gesto che non contraddice l’educazione illuministica dello scrittore, ma piuttosto la completa e la perfeziona. Gli ideali di razionalità, di giustizia e di democrazia che l’illuminismo aveva bandito sono, per Manzoni, più che scoperte, riscoperte; sono verità che il Vangelo già aveva proclamato e che solo alla luce del Vangelo e nel quadro della fede, e non della pura Ragione, gli uomini possono tornare a far proprie. Continua 2

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