La favola del giorno

Storia di uno che se ne andò in cerca della paura – 2

Anche il giovane continuò la sua strada e ricominciò a dire: – Ah, se mi venisse la pelle d’oca! Ah, se mi venisse la pelle d’oca! – l’udì un carrettiere che camminava dietro a lui e domandò: – Chi sei?  – Non so, – rispose il giovane. Il carrettiere domandò ancora: – di dove vieni? – non lo so. – Chi è tuo padre? – Non lo posso dire. – Che cosa continui a borbottare fra i denti? – Ah, – rispose il giovane, – vorrei farmi venire la pelle d’oca, ma non c’è nessuno che sappia insegnarmelo. – Smettila con le tue stupidaggini, – disse il carrettiere, – se tu vieni con me, vedrò di collocarti -. Il giovane andò col carrettiere e la sera giunsero a un’osteria dove volevano pernottare. Entrando egli disse ad alta voce: – Ah, se mi venisse la pelle d’oca! se mi venisse la pelle d’oca! – L’oste, all’udirlo, disse ridendo: – Se non vuoi altro, qui ci sarebbe una bella occasione. – Sta’ zitto, – disse l’ostessa, – troppi temerari ci han già rimesso la vita! Sarebbe proprio un peccato che quei begli occhi non dovessero rivedere la luce del giorno -. Ma il giovane disse: – Per difficile che sia, voglio impararlo una buona volta: apposta me ne sono andato da casa -. Non lasciò in pace l’oste, finché questi gli raccontò che là vicino c’era un castello incantato, dove si poteva imparare benissimo che cosa fosse la pelle d’oca, purché ci si vegliasse tre notti. A chi osasse farlo, il re aveva promesso in isposa sua figlia, la più bella fanciulla che ci fosse al mondo; inoltre nel castello si celavano gran tesori, custoditi da spiriti malvagi: diventerebbero disponibili, e di un povero potevano fare un riccone. Già molti erano entrati nel castello, ma nessuno ne era uscito. Il mattino dopo, il giovane andò dal re e disse: – Se fosse permesso, vorrei vegliare tre notti nel castello incantato -. Il re lo guardò, lo trovò simpatico e disse: – Puoi chiedermi anche tre cose e portarle nel castello con te, ma devono essere cose non vive -. Il giovane rispose: – Chiedo un fuoco, un tornio e un banco da ebanista con il suo coltello.

Il re gli fece portare tutto nel castello quel giorno stesso. Verso sera il giovane salì al castello, si accese un bel fuoco in una stanza, vi collocò accanto il banco da ebanista e il coltello e sedette sul tornio. – Ah, se mi venisse la pelle d’oca! – diceva, – ma non imparerò neppur qui -. Verso mezzanotte volle attizzare il fuoco; mentre ci soffiava sopra, udì improvvisamente gridare da un angolo: – Au, miau! che freddo! – Scimuniti, – esclamò, – perché gridate? Se avete freddo, venite, mettetevi accanto al fuoco e scaldatevi -. E come l’ebbe detto, due grossi gatti neri si accostarono d’un balzo gli si posero ai lati e lo guardarono ferocemente coi loro occhi di fuoco. Dopo un po’, quando si furono riscaldati, dissero: – Camerata, vogliamo giocare a carte? – Perché no? – egli rispose, – però fatemi vedere le zampe -. Essi allungarono le grinfie. – Oh, – disse il giovane, – che unghie lunghe! aspettate prima devo tagliarvele -. Li prese per la collottola, li sollevò sul banco, e avvitò le zampe. – Vi ho tenuti d’occhio, – disse, – e mi è passata la voglia di giocare a carte -. Li ammazzò e li gettò nell’acqua. Ma quando ebbe tolto di mezzo quei due e volle sedersi di nuovo vicino al fuoco, sbucarono da ogni parte gatti neri e cani neri, attaccati a catene infocate; erano tanti e tanti che egli non sapeva più dove cacciarsi: gridavano orribilmente, gli calpestavano il fuoco, disperdevan le braci e volevano spegnerlo. Per un po’ stette a guardare tranquillamente, ma quando le cose si misero troppo male, afferrò il coltello e gridò: – Finiamola, canaglia! – e si scagliò su di loro. Alcuni balzarono via, gli altri li uccise e li buttò nello stagno. Quando tornò, riattizzò il fuoco soffiando nella brace e si scaldò. E mentre se ne stava seduto, non poteva più tener gli occhi aperti e gli venne voglia di dormire. Si guardò attorno e vide un gran letto in un angolo. – E’ proprio quel che ci vuole, – disse, e ci si coricò. Ma quando volle chiudere gli occhi, il letto cominciò a muoversi da solo e andò a spasso per tutto il castello. – Benone! – disse il giovane: – più in fretta! – Allora il letto rotolò su e giù per soglie e scale come fosse un tiro a sei; d’un tratto, hopp, hopp! ribaltò a gambe all’aria, e gli restò addosso come una montagna. Ma egli buttò via coperte e cuscini, saltò fuori e disse: – Adesso vada a spasso chi vuole, – si sdraiò accanto al fuoco e dormì fino a giorno. Al mattino venne il re e quando lo vide steso a terra pensò che gli spettri l’avessero ucciso e che fosse morto. Disse: – Peccato! Un così bel ragazzo! – Il giovane l’udì, si rizzò e disse: – Non siamo ancora a questo punto! – Allora il re si stupì e tutto contento gli domandò com’era andata. – Benissimo, – egli rispose, – una notte è passata, passeranno anche le altre due -. Quando tornò dall’oste, questi fece tanto d’occhi. – Non credevo di rivederti vivo, – disse; – hai imparato che cos’è la pelle d’oca? – No, – rispose il giovane, – è tutto inutile: se qualcuno me lo sapesse dire.

La seconda notte tornò nel vecchio castello, si mise a sedere accanto al fuoco e riprese la solita canzone: – Ah, se mi venisse la pelle d’oca! – Verso mezzanotte, sentì un rumore e un trepestio, prima lieve, poi sempre più forte; poi un breve silenzio; infine con un grande urlo cadde dal camino un mezzo uomo e gli piombò davanti. – Olà – egli gridò: – ce ne vuole ancora mezzo; così è troppo poco -. Allora si ripeté il fracasso e l’urlo e cadde giù l’altra metà. – Aspetta, – disse il giovane, – voglio attizzarti un po’ il fuoco -. Quando ebbe finito e si guardò di nuovo attorno, i due pezzi si erano ricongiunti e un uomo orribile sedeva al suo posto. Continua e finisce domani.

Una risposta a "La favola del giorno"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...