Curiosando qui e là

Un ipotesi sull’origine del nostro satellite.

Uno scontro catastrofico e nacque la luna

Quattro miliardi e mezzo di anni fa, la Terra fu colpita da un altro pianeta, grande tre volte Marte. E dai detriti dell’impatto nacque il nostro satellite, la Luna. A sostenerlo sono stati alcuni ricercatori di Harvard e dell’università di Boulder nel Colorado (Usa) che hanno elaborato un modello matematico dell’avvenimento.

Catastrofe. Che la luna sia la conseguenza di uno scontro con un altro corpo celeste è un ipotesi avanzata da tempo dagli scienziati. Fino a oggi si pensava però a un asteroide. I nuovi calcoli fanno invece propendere per un corpo più grande: quello di un pianeta vagante nel Sistema solare. Nell’impatto il pianeta si sarebbe completamente disintegrato. Mentre i detriti sollevati dalla superficie della Terra e scagliati in orbita si sarebbero progressivamente fusi in un nuovo corpo celeste, la Luna.

Effetti benefici. Per quanto l’impatto sia stato catastrofico, ha indubbiamente avuto effetti benefici, hanno detto i ricercatori statunitensi. Per esempio l’eliminazione di una parte dell’atmosfera, che avrebbe potuto trasformare la Terra in un pianeta inabitabile, come l’attuale Venere, pianeta gemello della Terra per dimensioni e massa.

Scudo lunare. Anche la formazione della Luna ha dato vantaggi alla Terra. Ci ha protetto dal bombardamento di asteroidi e ha reso più stabile il nostro pianeta.

Quando caldo fa? Guarda la lucertola.

Nelle prime ore della giornata il maschio dell’urosauro dell’Arizona, una grossa lucertola, è azzurro chiaro. Ma appena la temperatura supera i 30° cambia colore e diventa turchese. Per cambiare ancora colore e diventare blu quando il caldo raggiunge i 36°.

Termometro a 4 zampe. In pratica, ha scoperto Randall Morrison, dell’Hood College del Maryland (Usa), l’urosauro è un termometro vivente. Il mutamento di colore è causato dalla reazione dei suoi pigmenti al calore. L’animale lo sfrutta per mimetizzarsi meglio e per attirare le femmine.

Aglio, olio e antibiotico piccante.

Peperoncini, cipolle, aglio, pepe e in genere le spezie piccanti non servono solo a rendere più saporito il cibo. Hanno una funzione più importante: proteggere la nostra salute.

Quasi tutte queste spezie, infatti, sono in grado cioè di uccidere i batteri nocivi talvolta presenti nel cibo, dalla salmonella allo stafilococco. Il peperoncino è il più potente di tutti: distrugge il 75% dei batteri pericolosi per l’uomo.

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