Monumenti di Napoli

Archivio di Stato

Piazzetta Grande Archivio 5

Il “Grande Archivio” nacque, grazie a un decreto di Ferdinando IV di Borbone, per raccogliere la documentazione cartacea sulla vita amministrativa del Regno che si era conservata fino all’epoca angioina.

Dal 1845 è ospitato nell’edificio che fu antico monastero benedettino dei santi Severino e Sossio, fondato nel IX secolo e, nell’aspetto attuale, risalente al Cinquecento.

Di notevole importanza per la storia del meridione dalla fine del X secolo in poi, l’archivio è uno dei più importanti d’Europa; nelle sue circa trecento sale trovano posto più di un milione fra cartelle, registri e fasci di documenti ed oltre diecimila pergamene.

Molto è andato perduto nel 1943: i fondi più preziosi furono trasportati, nell’intento di salvarli dalla guerra, in una villa presso Nola e lì incendiati dalle truppe tedesche.

Uno degli spazi più significativi del complesso, che conta ben quattro chiostri, è, appunto, il chiostro del Platano, così denominato perché un tempo ospitava un albero che la tradizione voleva piantato dallo stesso San Benedetto, e perciò miracoloso: abbattuto negli anni Cinquanta perché malato, è nuovamente germogliato dalle antiche radici.

Su due lati del chiostro sono affrescate, in venti scene, Storie della vita del Santo, eseguite agli inizi del Cinquecento da Antonio Solario detto lo Zingaro, ma con sicuri interventi di mani e culture diverse.

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