Città e Paesi della Campania

Afragola – 1

Città in provincia di Napoli con una superficie di 17.99 kmq e un altitudine di 43 metri sul livello del mare con 64.817 abitanti.

Situato nella fertile campagna tra Napoli e Caserta, Afragola è il centro più popoloso della fascia industriale a nord del capoluogo campano. L’origine del toponimo è controversa ed è stata a lungo dibattuta. Il primo documento, scoperto da Bartolomeo Capasso, è del 1131 e riporta il toponimo Afraore. Nei decenni successivi la denominazione è stata via via Afragone, Afraone, Afraole, Afrangola e definitivamente Afragola nel 1272.

Un interpretazione attribuisce alla “a” di Afragola un valore privativo, cioè “senza produzione di fragole”, in contrapposizione ad altre tesi, che reputano la “a” derivativa, per significare “terra ricca di fragole”. E’ stato dato credito ora all’una, ora all’altra interpretazione e c’è anche chi ha trovato il modo di fonderle insieme in una terza suggestiva ipotesi. Così infatti, scrive nel 1897 il parroco Iazzetta nelle “Notizie storiche dell’antichissima chiesa di San Marco in Sylvis”: … i soldati vennero in questo luogo … e cominciarono a coltivare dicti territori et al principio ne piantarono fragole, ma poi perché lasciarono detto mestiero, se chiami Afragola, hoc est luogo detto a fragolis, o pure Afragola hoc est sine fragolis”.

Un’altra teoria farebbe derivare il nome dal latino Villa Fragorum, città delle fragole, come del resto testimonierebbe la presenza nello stemma cittadino di un ramoscello di fragole. L’ultima ipotesi in un senso cronologico è che il toponimo derivi da Afragore, dove il “fragore” era prodotto da un fiume oggi scomparso che formava all’epoca una cascata presso San Marco in Sylvis.

Studi e ritrovamenti archeologici dimostrano che il territorio era popolato e coltivato fin dal IV-III secolo a.C. L’area urbana era coperta all’epoca da numerosi pagi osco-sanniti, che avevano contatti commerciali con le vicine città della Magna Grecia.

La successiva dominazione romana è testimoniata invece da resti di ville e da alcune monete di età imperiale. Si ha notizia della scoperta in località Cantaro nel 1810 di ottanta tombe; in una di queste furono rinvenuti un elmo e due schinieri da gladiatore. Da alcune iscrizioni in onore di Augusto risulta che il villaggio si mostrò fedele a Roma.

Il primo documento su Afragola risale al 1131, mentre dai successivi (1143, 1144, 1162, 1164), emerge che il luogo era già organizzato in villaggio rurale ancora prima del 1140. E’ a questo anno che la storiografia tradizionale farebbe risalire la nascita di Afragola, quando cioè il territorio, detto delle fragole, fu donato da Ruggiero II d’Altavilla ad alcuni soldati a lui fedeli.

Dopo il XII secolo vi fu un forte incremento demografico, dovuto sia alla fertilità del suolo, sia al trasferimento degli abitanti dai vicini villaggi di Arco Pinto, Cantarello e San Salvatore.

Con gli angioini la storia di Afragola si lega alle vicende di Carlo I d’Angiò che la diede in vassallaggio all’arcivescovo di Napoli Bernardo Caracciolo, non potendo pagare la somma pattuita per l’investitura. Per disfarsi di questa sudditanza gli afragolesi offrirono circa duecento moggi di terreno. Nel 1381 Carlo III di Durazzo vendette la parte infeudata di Afragola ai Capece-Bozzuto. Nel 1571 un membro della famiglia, Paolo, chiese di accorpare alla proprietà anche quella parte di terreno che era invece demaniale.

A quel punto l’Universitas (l’antico nome con cui venivano chiamati i comuni in Italia meridionale) di Afragola insorse proponendo di acquistare sia il territorio feudale che quello demaniale per 27.000 ducati, in base allo jus praelationis istituito da Carlo V d’Asburgo. Ma il pericolo di subire nuavamente le angherie feudali no cessò: nel 1639, infatti, quando il viceré di Napoli, duca di Medina, propose di vendere le proprietà del Demanio regio, Afragola fu costretta a versare un ingente tributo in denaro: l’esborso forzato provocò un generale malcontento accresciutosi in seguito per via del repentino impoverimento economico, che determinò una rivolta scoppiata in concomitanza con quella sollevata a Napoli da Masaniello nel 1647.

Da un documento del 1696 risulta che Afragola era amministrata da un governatore vicereale. Nel 1737 fu stilato il cosiddetto Codice di Afragola: le nove norme di cui era costituito vennero incise su una lastra di marmo che fu murata, per volontà del Sindaco Domenico Antonio Castaldo Giangrande, nella sede municipale. Il codice attualmente si trova nell’atrio del nuovo Palazzo comunale. Agli inizi del XIX secolo, in seguito alla riforma delle leggi municipali varata durante il decennio francese e all’istituzione del Decurionato che si basava sul censo, i comuni regi persero l’autonomia democratica legata al suffragio universale. Con la Restaurazione borbonica questa forma istituzionale non fu modificata e soltanto dopo il 1884 si avvertì la necessità di dare un nuovo assetto amministrativo e giuridico ai comuni vicini a Napoli e tra questi anche ad Afragola.

Nei primi decenni del Novecento la popolazione aumentò vertiginosamente, tanto da determinare una densità demografica addirittura superiore a quella del vicino capoluogo. Infine, a partire dal secondo dopoguerra, si è avviato un notevole processo di urbanizzazione, tuttora molto forte. Continua

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