Monumenti di Napoli

Chiesa di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta

Via tribunali 16

Secondo alcuni studiosi, la basilica originaria aveva sostituito nel VI secolo un più antico tempio, dedicato a Diana.

La leggenda di fondazione racconta che la costruzione della chiesa fu suggerita direttamente dalla Vergine, apparsa in sogno al vescovo Pomponio, come rimedio contro la presenza del diavolo, che ogni notte appariva nel largo – detto allora il Monnezzaro – sotto le spoglie di uno spaventoso porco.

Certamente la chiesa fu una delle più importanti diaconie della città, e vi si continuò a svolgere fino al Seicento un singolare rituale del primo maggio, detto appunto il “gioco della porcella”.

Sulle rovine del primitivo edificio Fanzago progettò, nel 1653, la chiesa barocca, quasi distrutta nella seconda guerra mondiale e da allora chiusa al culto.

La situazione attuale, infine, è frutto di un recente restauro.

Dal punto di vista architettonico sono interessanti la cupola e, soprattutto il campanile.

Aggiunto al primo impianto fra XI e XII secolo, quest’ultimo incorpora fra i laterizi materiali di spoglio di epoca romana e resta una rara testimonianza di epoca romanica a Napoli.

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