La favola del giorno

I fiori della piccola Ida

Sembrò che dalla tavola cadesse qualcosa, e Ida guardò in quella direzione: era il bastone di carnevale che era balzato giù: sentiva di far parte della famiglia dei fiori. Era molto grazioso, con in cima un bambolotto di cera che aveva in testa un cappellone uguale uguale a quello del consigliere. Con un balzo delle sue tre gambe rosse di legno fu in mezzo ai fiori, e si mise a pestare forte forte: ballava la mazurca, e gli altri fiori non erano capaci di ballarla, perché erano tanto leggeri e non potevano pestare.

Il bambolotto di cera in cima al bastone divenne improvvisamente lungo lungo e grosso grosso, si librò piroettando sui fiori di carta, e gridò ad alta voce: – Come si fa a mettere delle idee simili in testa alla bambina! Quella fantasia della malora! – Ora il bambolotto di cera somigliava tale e quale al consigliere col suo cappellone, aveva la stessa faccia giallastra e imbronciata, ma i fiori di carta gli diedero un colpetto sulle lunghe gambe, e quello rientrò in se stesso e ridiventò un piccolo bambolotto di cera. Che buffo! La piccola Ida non poté trattenersi dal ridere. Il bastone di carnevale continuò il suo ballo, e il consigliere non poté far a meno di ballare anche lui, e non gli servì a nulla né farsi grande e grosso, né ridiventare un bambolotto giallo di cera, con il grande cappellone nero. Allora gli altri fiori misero una buona parola per lui, specialmente quelli che avevano dormito nel lettino della bambola, e così il bastone di carnevale la smise. In quel momento si sentì bussare molto forte nel cassetto dove era la bambola di Ida, insieme a tanti altri giocattoli; l’ometto bruciaprofumi corse allora sino all’orlo del tavolo, si stese sulla pancia e riuscì ad aprire un po’ il cassetto. Sofia si alzò e si guardò attorno stupitissima: – Ma qui si balla! – esclamò, – perché nessuno me l’ha detto?

  • Vuoi ballare con me? – le chiese l’ometto.
  • Sì, sei proprio un bel ballerino! – fece lei, e gli voltò le spalle. Continua domani.

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