L’angolo della Poesia

Napoli ieri oggi e domani

Il Cinque
Maggio – 3

Come sul capo al naufrago

l’onda s’avvolve e pesa,

l’onda cu cui del misero,

alta pur dianzi e tesa,

scorrea la vista a scernere

prode remote invan;

tal su quell’alma il cumulo

delle memorie scese!

ho quante volte ai posteri

narrar sé stesso imprese,

e sull’eterne pagine

cadde la stanca man!

oh quante volte, al tacito

morir d’un giorno inerte,

chinati i rai fulminei,

le braccia al sen conserte,

stette, e dei dì che furono

l’assalse il sovvenir!

e ripenso le mobili

tende, e i percossi valli,

e il lampo de’ manipoli,

e l’onda dei cavalli,

e il concitato imperio,

e il celere ubbidir.

Ahi! forse a tanto strazio

cadde lo spirto anelo,

e disperò; ma valida

venne una man dal cielo,

e in più spirabil aere

pietosa il trasportò;

Alessandro
Manzoni – continua

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