Monumenti di Napoli

Duomo

Via Duomo 147

Dedicato alla Vergine Assunta, il Duomo di Napoli fu eretto alla fine del Duecento, per volontà di Carlo I d’Angiò, sull’area di una antica basilica d’epoca costantiniana, inglobata nella nuova fabbrica e ridotta a cappella laterale.

Nel corso dei secoli, i cambiamenti del gusto e i danni causati da calamità naturali e vicende storiche hanno motivato continui rifacimenti: oggi, il grande edificio gotico a tre navate con ampio transetto e abside presenta una singolare commistione di stili.

Gli originari archi ogivali sono stati ricoperti da decorazioni barocche e dorature ottocentesche; nel 1621 il soffitto a capriate della navata centrale fu sostituito da quello a cassettoni di legno intagliato e dorato che racchiude dipinti di pittori manieristi napoletani; anche l’abside fu completamente trasformata in forme barocche nel Settecento.

Nel 1905 si è completato il rifacimento della facciata, ricostruita da Errico Alvino in forme neogotiche, conservando gli originali portali quattrocenteschi di Antonio Baboccio, con sculture più antiche di Tino di Camaino.

Nell’interno, le testimonianze più antiche sono la basilica paleocristiana di Santa Restituta (a sinistra della navata), quasi del tutto stravolta da un intervento seicentesco, e l’annesso battistero di San Giovanni in Fonte, con preziosa decorazione a mosaico del IV secolo.

Sotto la basilica si apre un interessante percorso archeologico con complessa stratificazione articolata su tre livelli, corrispondenti all’insediamento greco, romano e medievale.

Tra le testimonianze trecentesche, la cappella Minutolo (a destra, nel transetto), che ha conservato integra la primitiva decorazione gotica con il bel pavimento a mosaico e gli affreschi duecenteschi di Montano d’Arezzo. Vero capolavoro del rinascimento meridionale, la cripta fatta realizzare nel 1501 dal cardinale Oliviero Carafa accoglie le reliquie di San Gennaro sino ad allora custodite nel santuario di Montevergine.

Eseguito da Tommaso Malvito forse su progetto di Bramante, l’ambiente è interamente rivestito di marmi scolpiti e diviso in tre navate da file di colonne; di grande suggestione è la statua raffigurante il cardinale Carafa, a grandezza naturale, inginocchiato davanti all’altare dove sono custodite le reliquie del santo patrono della città.

Lo stesso committente richiese al Perugino la pala dell’Assunta per l’altare maggiore, attualmente conservata nel transetto a destra. Continua domani.

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