Curiosando qui e là

La Compagnia delle Indie

Tra il Seicento e l’Ottocento il nome indicò compagnie di diversi Paesi che ottenevano dai rispettivi governi il monopolio del commercio da e per una determinata area geografica.

Assunsero una grande importanza commerciale e anche politica, perché contribuirono all’espansione coloniale delle maggiori potenze marittime: facevano infatti da avanguardia nella conquista di nuovi territori.

Le maggiori furono quella inglese e quella olandese delle Indie orientali, fondate nel 1600 e nel 1602.

All’inizio erano l’unione di singole persone che versavano di volta in volta i capitali per armare la nave e comprare le merci (cannella, pepe, altre spezie, seta, indaco, metalli preziosi, legni pregiati in India, Sudest asiatico, Pacifico), sciogliendosi a impresa conclusa.

Dopo una decina d’anni di sviluppo, la necessità di armare intere flotte di navi, creare stazioni di rifornimento, arruolare truppe per la difesa, portò alla creazione di grandi società per azioni stabili.

Le due compagnie realizzarono e distribuirono ai soci profitti enormi e garantirono il controllo delle colonie.

Nell’Ottocento furono sciolte e i loro beni passarono allo Stato.

Compagnie simili per le Indie occidentali, furono create anche in Spagna e Francia.

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