Animali in genere

I Canidi 2

L’olfatto è senza dubbio il senso più sviluppato, seguito da un udito altrettanto fine quanto quello dei Felidi, mentre la vista è nettamente inferiore. I Canidi marcano i territori personali, i sentieri e le “riserve di caccia” con secreti e urina, che i maschi depositano su determinati punti sollevando in modo caratteristico una delle zampe posteriori. Questi marchi servono non solo a delimitare il territorio personale, ma anche a riconoscere con l’olfatto i compagni; poiché vengono impressi in genere sugli stessi oggetti, consentono ai singoli individui di acquistare una conoscenza sempre maggiore dell’ambiente che li circonda. Una testimonianza della costante abitudine di lasciare segnali odorosi ci viene offerta da tutti i Cani Domestici durante le loro “passeggiate”; essi annusano regolarmente gli angoli delle case, i tronchi o i pali per cogliere la traccia del passaggio di altri Cani e sovrapporvi il proprio “biglietto da visita” odoroso.

Le femmine delle specie che conducono vita sociale occupano spesso una posizione di predominio, per cui guidano la muta e comandano gli stessi maschi; ciò si verifica soprattutto quando, all’epoca degli amori, imprimono dei marchi odorosi. In tale periodo non esitano a prendere addirittura l’iniziativa e ad andare alla ricerca dei maschi, con i quali in un primo tempo cacciano per gioco. Il maschio apre leggermente la bocca facendo intravedere la lingua, e ripiega verso l’alto gli angoli della bocca stessa (la cui apertura giunge quasi alle orecchie) in modo da dare l’impressione di un sorriso. Esso “sorride” con intensità crescente e compie dei piccoli passi con le zampe anteriori; si lancia poi all’improvviso contro la femmina, e dopo averla colpita al petto con gli arti anteriori si gira allontanandosi con un andatura singolare: tenendo il dorso ancora piegato, rivolgendo verso il basso la parte posteriore del corpo, e raccogliendo e dimenando la coda tra le zampe, compie dei salti obliqui, allontanandosi. Questa “fuga” si conclude dopo pochi metri, quindi il maschio si gira nuovamente e si mette dinanzi alla femmina con il muso atteggiato ad un largo sorriso e la coda sollevata in modo da poterla dimenare liberamente, mentre un tremito via via più intenso ne percorre il dorso. Quindi si lancia ancora contro la compagna, ma questa volta il suo atteggiamento indica chiaramente un’intenzione erotica, e non più giocosa. Le femmine talvolta vessano i maschi, che per contro si comportano sempre con estrema “cavalleria” nei confronti delle compagne; nessun maschio infatti oserebbe mai mordere una femmina, mentre può essere impunemente tormentato e maltrattato da questa. In tal caso, riesce a sottrarsi a tali persecuzioni solo ricorrendo a un atteggiamento di sottomissione o tentando di volgere in gioco gli attacchi della femmina. Questo comportamento, proprio del Cane Domestico, si riscontra in forma più o meno modificata anche nelle più diverse specie selvatiche che vivono in gruppo.

L’abnorme rigonfiamento cui il pene va incontro dopo essere penetrato nella vagina della femmina impedisce sovente al maschio di sciogliersi dalla compagna al termine dell’accoppiamento, costringendolo a prolungare l’unione per un periodo che può raggiungere i 20 minuti presso i Cani Domestici, fino a 45 minuti presso lo Sciacallo dorato, e oscillare tra i 50 secondi e i 5 minuti presso il Licaone. Al termine di una gestazione compresa tra i 49 e 70 giorni per le diverse razze di Cani Domestici, di 79 giorni per il Cane procione e di 80 giorni per il Licaone, le femmine danno alla luce, una o due volte l’anno, da 2 a 10 figli (o anche più in alcune razze domestiche e nel Licaone). I piccoli nascono ciechi e inetti, ma con il corpo già rivestito di pelo; vengono allattati di solito per circa 6 settimane, ma presso talune Volpi anche per 10. Prima del parto le Cagne domestiche vanno alla ricerca di cavità o altri rifugi idonei, mentre le femmine di alcune specie sociali (ad esempio del Licaone) si riuniscono in gruppetti e allevano poi di comune accordo i figli, sovente coadiuvate dai maschi. Questi si comportano sempre in modo amichevole verso tutti gli individui più giovani che possono prendersi qualsiasi libertà nei loro confronti senza doverne subire gravi conseguenze. Tale atteggiamento, tipico dei maschi delle razze domestiche, dei Lupi, del Licaone e di molte altre specie, fa parte di un retaggio ancestrale che il processo di addomesticamento non è riuscito a cancellare; in base a esso i piccoli che crescono in un branco devono essere sopportati da tutti i componenti di questo. Fino all’età di circa 5 mesi, quando cominciano a mostrare un certo rispetto per gli adulti, i cuccioli mancano infatti di qualsiasi inibizione nei confronti dei genitori e degli altri membri del gruppo, e si avventano spesso con gli aguzzi dentini contro il padre che non osa né ringhiare né, tanto meno, difendersi. I Canidi raggiungono la maturità sessuale tra il primo e il secondo anno, e allo stato libero vivono fino ad un’età variabile tra 10 e 18 anni. Continua.

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