Curiosando qui e là

Napoli ieri oggi e domani

Le cosiddette
orbite “cimitero”

E’ l’orbita più intasata. Si chiama “geostazionaria” e
il primo a proporne l’uso è stato lo scienziato e scrittore Arthur Clarke.

Si tratta di una fascia a circa 35.800 chilometri di
quota sopra l’Equatore, dove un satellite ruota attorno al pianeta in 24 ore,
quindi restando immobile rispetto alla stazione di ricezione terrestre.

Gran parte dei satelliti per le telecomunicazioni e
metereologici (compreso Meteosat) si trovano in questa fascia, già intasata da
migliaia di grossi detriti e miliardi di frammenti più piccoli.

Invisibili al
radar.
A causa della distanza, i radar e i sensori del Norad,
il comando spaziale americano, sono riusciti finora a scorgerne pochi.

Vi sono comunque 350 satelliti, più di 160 stadi
propulsori di razzi usati per il loro lancio, che servono a trasformare l’orbita,
inizialmente ellittica, in circolare. I propulsori vengono poi staccati dal
satellite per ridurne la massa e per spendere…

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