Città e Paesi della Campania

Afragola – 3

L’affrancamento dal dispotismo feudatario della famiglia Capece-Bozzuto e l’aumento della popolazione dettero il via a un ampliamento dell’abitato che si espanse lungo le vie di congiunzione fra i tre nuclei originari. Due sono i tipi di abitazione realizzati ad Afragola a partire dal Seicento: la cosiddetta corte plurifamiliare, occupata dai coltivatori, che ricorda nelle forme il casale medioevale, e il palazzo signorile, abitato di solito da un’unica famiglia benestante proprietaria terriera.

Esempi settecenteschi di questa seconda architettura, che si apre spesso su strette strade, si possono trovare in via Majello e via Manzoni. Certamente interessante per le decorazioni e la struttura, è Palazzo Majello: la facciata, su tre ordini, presenta in quello inferiore tre alti archi di cui i due laterali danno accesso alla scala che porta ai piani superiori, e quello centrale mostra alcuni elementi del giardino posteriore.

Il Palazzo comunale, d’impronta settecentesca, sorge su una vasta superficie ove preesistevano diverse costruzioni a corte. L’esigenza di realizzare una nuova piazza per edificare il Palazzo comunale si presentò dopo il 1860 e il progetto venne affidato dal consiglio comunale ai due architetti Carlo Ciaramella e Francesco Danise nel 1870. La facciata fu realizzata nello stile eclettico, tipico della seconda metà del XIX secolo. L’edificio è strutturato su tre livelli, con un leggero avanzamento del corpo centrale rispetto ai due laterali, sormontato da una piccola torre con orologio. Le cornici alle finestre e le bugnature angolari riecheggiano quelle delle costruzioni settecentesche. L’atrio si apre con tre cancelli in ferro battuto con lo stemma cittadino. All’interno agili pilastri sorreggono eleganti volte a vela.

Sul fondo un ampio arco dà accesso allo scalone principale e al cortile interno. Nella grande Sala delle adunanze consiliari, quattro sovrapporte sono state dipinte a olio da Augusto Moriani nel 1886, con vedute di Afragola.

A una ricostruzione compiuta nel XVIII secolo e al susseguente rifacimento ottocentesco si deve l’attuale aspetto del Castello angioino, sorto vicino alla Parrocchiale di San Giorgio. Secondo le fonti la costruzione originaria risale al 1337, quando i Durazzo comprarono dagli Eboli una parte del feudo di Afragola, comprendente anche la Chiesa di San Marco in Sylvis e quella di San Giorgio. Carlo III di Durazzo vendette il feudo ai Capece-Bozzuto nel 1381, ai quali però venne alienato come bottino di guerra. La struttura si sviluppava inizialmente su pianta quadrata ed era munita di torrioni angolari, merli e feritoie, con all’interno una fontana e giardini. Per i Capece essa doveva rappresentare solo una residenza personale, perdendo così aspetto e carattere di fortilizio. Un atto di vendita del castello e del feudo, da parte di Paolo Capece-Bozzuto all’Universitas di Afragola risale al 1576. Alla fine del Settecento, i Caracciolo, nuovi eredi dopo un periodo di abbandono, lo diedero in affitto a don Nicola Jenco, che lo trasformò in un orfanotrofio femminile. All’inizio dell’Ottocento fu ulteriormente ampliato e modificato e assunse l’aspetto odierno. Attualmente è passato in gestione al comune. Continua.

Una risposta a "Città e Paesi della Campania"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.