Viaggiando per l’Italia

Matera – Capitale Europea della cultura 2019

Il vasto agglomerato dei quartieri che oggi sono detti Sassi, al di qua della Murgia, disposto ad anfiteatro, presenta la singolarità e specificità più spettacolari principalmente negli elementi sub divo, cioè nelle costruzioni fuori terra. Si può dire che da sempre tale complesso costituisce oggetto di meraviglia e di angoscioso stupore.

Già nel 1596 Leandro Alberti, descrivendo la città di Matera, che allora e per tutto il secolo XVII era ancora ristretta alla zona dei Sassi e attraverso la Civita si raccordava al piano, così si esprimeva: “Ritrovasi una bella valle ove sta posta la città di Matera… Secondo che piace ai maggiori della città, comanda il battitore che ciascuna famiglia di quelle valli, tramontato il sole, dimostrano il lume davanti le loro case … onde … pone a quelli che sono nella terza parte della città, sopra il colle, di vedere sotto i piedi il cielo pieno di vaghe stelle…”; e ancora, un secolo dopo, G.B. Pacichelli, nella sua descrizione Il Regno di Napoli in prospettiva, trattando di Matera annota: “La città è di aspetto curiosissimo … con artificio e sulla pietra nativa e asciutta seggono le chiese sopra le case e quelle pendono sotto a queste, confondendo i vivi e morti la stanza”.

La città dei Sassi, che nella sua dimensione attuale è il prodotto di una complessa stratificazione che va dall’alto Medioevo a tutto il secolo XVIII, presenta per molti versi caratteri alternativi a quelli singolari delle chiese rupestri, cui peraltro è osmoticamente integrata. Qui, anziché il dualismo tra forme di ispirazione orientale e quelle di provenienza latino-occidentale, sono soprattutto determinanti i caratteri della cultura e della società materana tra il secolo XIV e il XVII, quando più diretto divenne il riferimento a forme tipiche dell’architettura pugliese, accentuato anche dall’impiego diffuso dello stesso tipo di materiale, il tufo, e da vaste analogie dei caratteri socio-strutturali che, nell’agricoltura e nel mercantilismo avevano i paradigmi associativi di maggior rilevanza.

Peraltro, l’estrema differenziazione e alternanza, anche nell’architettura civile, di motivi e di partiture formali e decorative, proposti e intagliati con costante originalità, il complesso gioco plastico che ne deriva, l’evidente mediazione dai modelli colti di un’architettura cavalleresca fiorita soprattutto nel Medio Oriente cristiano (ove i modelli di provenienza occidentale e orientale erano stati fusi secondo inconfondibili nuovi rapporti stilistici) fanno dell’architettura civile materana uno dei parametri più significativi della storia secolare della civiltà contadina in queste zone della Basilicata. Qui infatti, pur non essendo mai venuto meno il contesto greco-bizantino originario, i caratteri socio-culturali emergenti hanno riflesso, sin dai primi decenni della dominazione normanna, la sostanziale adesione di queste popolazioni agli apporti dell’occidente europeo e latino, con l’assunzione – anche nelle forme più immediate e spontanee – di tale linguaggio, che venne a costituire il motivo determinante dei caratteri autoctoni dell’espressività figurativa e artistica popolare.

Matera 200 metri sul livello del mare con circa 60.000 abitanti, la famosa città dei Sassi, con i rioni moderni estesi su un pianoro e la suggestiva parte antica situata sul ciglio e sul fianco accidentato di una profonda gravina, con le case in gran parte scavate nella rupe, offre uno spettacolo di eccezionale interesse, sia dal punto di vista storico-urbanistico, sia per la singolarità dell’ambiente naturale in cui sorge.

Centro essenzialmente agricolo e commerciale, negli ultimi decenni del secolo scorso Matera ha subito una notevole trasformazione nella struttura economica, con il forte sviluppo di varie attività industriali nei dintorni e i riflessi dell’industrializzazione nella vicina valle del Basento. Oggi la città è uno dei poli mondiali nella produzione di divani e salotteria. Il turismo, in confortante crescita, rappresenta un importante apporto alle risorse locali. Continua.

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