Miti – Saghe e leggende

Le Costellazioni

Molte leggende correvano intorno ad Orione, cacciatore emulo di Artemide e dai suoi strali ucciso. Dopo questo, si diceva fosse stato trasformato nella costellazione di Orione, quella che appare sul nostro orizzonte dal solstizio d’estate (21 giugno) al cominciare dell’inverno (21 dicembre).

Nel fatto i miti stessi hanno la loro spiegazione nei fenomeni relativi a detta costellazione; così l’apparire di Orione nell’estate al primo mattino nel cielo d’oriente ed il suo improvviso impallidire al sorgere del sole, destò l’immagine dell’amore di Eos (l’Aurora) per lui; invece al principio dell’inverno, al suo levarsi di sera e l’essere visibile tutta la notte, splendido fra gli altri gruppi di astri, diede luogo alla leggenda del terribile cacciatore notturno, emulo di Artemide.

Lo si figurava come un enorme gigante che a volte cammina nel mezzo del mare e leva la testa fino alle stelle armato di una spada d’oro. Il cane del cacciatore Orione era la brillante stella Sirio, la cui comparsa annunciava la stagione canicolare, ossia la stagione più calda dell’anno.

Anche la costellazione delle Pleiadi fu oggetto di racconti mitologici. Essa si leva a metà maggio annunciando la prossima raccolta e sparisce in autunno quando è la stagione del seminare. Sono in tutto sette stelle che erano dette figlie di Atlante. La più vecchia e la più bella era Maia che diede a Zeus un figlio, Ermes (Mercurio). I latini le chiamavano “primaverili” per il loro rapporto con la primavera.

Non meno celebri erano le Iadi, la costellazione delle piogge e delle tempeste marine. Secondo una leggenda erano cinque sorelle le quali tanto piangevano per la morte di un loro fratello Iade che gli dei, per compassione, le mutarono in stelle. Alcuni fanno derivare il loro nome da un verbo greco che vuol dire piovere, altri, ricordando che dai Latini erano dette “porcellini”, lo connettevano col nome che significa “porco” e pensavano che la costellazione celeste fosse stata immaginata come una mandria di porcellini, simbolo di fecondità.

Infine è da notare l’”Orsa” detta anche il “Carro”. La leggenda la identificava con Callisto, una ninfa arcade del seguito di Artemide, amata da Zeus però perseguitata da Diana (Artemide) per avere offeso la legge della castità, perciò portata da Zeus in cielo. I latini chiamavano questo gruppo “i sette buoi aratori” perché il girare che fanno queste stelle intorno al centro polare aveva destato l’immagine dei buoi che arino un campo girando in tondo.

Sull’altare di Pergamo si trovano rappresentate alcune stelle come combattenti dalla parte di Zeus contro i Giganti, artificio a cui si ricorse per riempire in qualche modo il largo spazio che veniva a rimanere vuoto dalla parte del cielo.

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