Locali storici e tipici napoletani

Serpone

Via Duomo 289

Paramenti sacri, ricami a mano, lavori in bronzo, ottone e argento, vetrate, banchi e altro per chi ha chiese da addobbare.

E poi, ancora, stendardi, bandiere, targhe, coppe e festoni.

Tutto comincia oltre due secoli fa: dopo i moti del 1799, avendo la famiglia subito notevoli espropri, una Colonna, nonna di Vincenzo Serpone, è costretta a mettere a frutto la sua abilità di ricamatrice e apre bottega in via San Biagio dei Librai.

In seguito, il nipote ne raccoglie l’eredità e amplia il settore degli arredi sacri con la vendita di accessori religiosi.

Nel 1907 la ditta si trasferisce nei locali attuali: tre piani zeppi di oggetti (da visitare quello inferiore, fitto di candelabri, tabernacoli, ostensori, calici, crocefissi e madonne), foto degli avi appese alle pareti e una vetrina con ricami antichi in oro fino.

Lo stemma di casa Savoia donato a Umberto I, o quello in metallo che ornò l’auto di Hitler, in visita a Napoli nel 1933, i paramenti dell’abbazia di Montecassino e l’abbigliamento sacro di papa Roncalli, hanno tutti la firma dei Serpone.

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