Città e Paesi della Campania

Afragola – 3

Il Santuario di Sant’Antonio

Un importante luogo di pellegrinaggio campano è il maestoso Santuario di Sant’Antonio. L’edificio risale al 1638, come è testimoniato da un documento di compravendita. Il Santuario fu costruito dai padri Francescani e la prima guida spirituale fu padre Antonio da Pisticci, che morì nel 1642.

Oggi, sia la statua di Sant’Antonio che un antico Crocifisso, attribuito a padre Umile da Petralia, scultore del Seicento, costituiscono la meta dei fedeli. Il santuario fu consacrato definitivamente nel 1715.

Lungo il lato sinistro dell’edificio sorge il campanile: realizzato nel 1915 è una struttura a quattro ordini con un loggiato panoramico terminale. La chiesa è in stile barocco. La facciata è stata ridisegnata dall’architetto Vittorio Pantaleo, variando lievemente un progetto originario ed è divisa in tre corpi da due trabeazioni, scandite a loro volta da colonne e lesene che corrispondono alle tre navate.

Il terzo corpo in alto è dominato da una raffigurazione del Santo su maioliche policrome. L’interno è fastoso. Nelle navate laterali si apre una serie di cappelle (quattro per lato), leggermente trasformate rispetto al loro assetto primitivo. La pavimentazione è in marmo bianco interrotto nella navata centrale da una sorta di guida in marmo rosso venato che arriva fino all’altare. Il corpo centrale colpisce per la fuga di pilastri con lesene e per la ricca decorazione di oro, stucchi e pitture. Le cappelle sono dedicate, a destra, alla Madonna di Pompei, a Santa Elisabetta di Ungheria, all’Immacolata, a San Giuseppe, al Santo Patrono; a sinistra, al Crocifisso, all’Addolorata, al Santissimo Cuore di Gesù, a San Francesco, a San Michele.

L’abside è stata ricavata dall’antico coro inferiore. Ai piedi del Trono del Santo si venerano le sue reliquie: un frammento di calotta cranica, una tibia e una vertebra, racchiuse in un artistico cofanetto del 1921.

Al centro della volta è affrescata la Gloria di Sant’Antonio: il santo è raffigurato in estasi davanti alla Trinità e alla Vergine, mentre San Francesco osserva tra un tripudio di angeli. Bella e ricca è la decorazione del refettorio con maioliche del XVIII secolo alle pareti.

Un’importante biblioteca di circa 12.000 volumi, risalente alla casa religiosa, è conservata nel Collegio Serafico, annesso al santuario.

Il 13 giugno, cioè oggi, giorno di Sant’Antonio, si svolgeva fino a qualche decennio fa una processione abbastanza singolare: la questua per la Festa di Sant’Antonio. La statua lignea del santo veniva ricoperta con mantelli di banconote di vario taglio, disposti a strati, che venivano sfilati ad uno ad uno nel santuario al termine della cerimonia e offerti come voti.

La statua in effetti veniva portata in processione per alcuni giorni per i vari quartieri della città, raccogliendo le offerte in banconote dei fedeli che venivano appuntate sulla statua, inoltre ogni tanto si svolgevano spettacoli con fuochi d’artificio sempre offerti in devozione al santo dagli abitanti. Alla fine della giornata, la statua del santo veniva ospitata nella chiesa del quartiere per la notte e riprendeva il suo giro al mattino seguente. Alla fine dei festeggiamenti che come ho detto duravano alcuni giorni, il santo ritornava nel suo santuario.

La Chiesa del Rosario, situata nel quartiere omonimo, è artisticamente tra le più interessanti di Afragola. Fu edificata dai padri Domenicani, presenti sul territorio fin dal 1583. Inizialmente si erano stabiliti presso la Chiesa di San Giorgio e, reputandola troppo decentrata, optarono per un lotto di terreno tra Santa Maria e Casavico, ove fu edificata la chiesa intorno alla quale sorse un nuovo centro abitato. Alla semplicità della facciata, d’impianto tardo-ottocentesco, si contrappone il ricco interno barocco, con cornici, stucchi, marmi policromi, questi ultimi impiegati con autentico virtuosismo nella realizzazione dell’altare maggiore.

L’edificio è a croce latina, con abside piatta, ed è completato da un chiostro. E’ un esempio di architettura controriformista. Il pavimento maiolicato del Settecento fu sostituito nel 1925 da quello attuale in marmo. La navata centrale è affiancata su ciascun lato da cinque cappelle. Al centro del soffitto un affresco raffigura San Domenico ai piedi della Vergine, opera di Domenico Cozzolino. Le cappelle, per i vari lavori che si sono succeduti, hanno perso il loro aspetto originario. Alle spalle dell’altare fu collocata la tela raffigurante la Vergine del Rosario, di Giovanni Lanfranco, che, dopo varie traversie, attualmente si trova nel Museo di Capodimonte a Napoli. Continua – 3

Una risposta a "Città e Paesi della Campania"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.