Arte – Cultura – Personaggi

Dante Alighieri

La vita

Dante nacque a Firenze tra il 15 maggio e il 15 giugno del 1265 da un Alighiero di Bellincione, guelfo, e da una donna Bella. La famiglia aveva origini nobili, che il poeta sottolineò con compiacimento.

Nel 1277 il padre lo vincolò per contratto a sposare una Gemma della potente famiglia Donati; ignota è la data del matrimonio, che dovette, secondo l’uso, avvenire assai presto, e da cui nacquero più figli. Ebbe un’educazione che fu certo accurata; presto, mentre intanto partecipava a fatti d’arme – prese parte alla battaglia di Campaldino e alla resa del castello di Caprona, nel 1289 -, iniziò la sua attività di poeta e strinse relazioni con letterati e poeti del tempo: notevole influsso ebbero su lui Brunetto Latini, celebrato poi nell’Inferno quale maestro, e Guido Cavalcanti. E certo cantò, nei modi ormai tradizionali, più donne, anche se poi, tutto impegnato nella “loda” di Beatrice, sminuì la parte che esse avevano avuto nella sua vita e nei suoi scritti giovanili.

Intanto, entrò nella vita pubblica, e quando nel 1295 un emendamento apportato agli Ordinamenti di giustizia di Giano della Bella consentì la partecipazione alle cariche pubbliche solo a chi fosse iscritto a un’”arte”, Dante si iscrisse a quella dei “medici e degli speziali”, probabilmente per il legame che allora univa filosofia e medicina. Ebbe incarichi vari e sedé più volte nei Consigli del Comune. La sua attività cominciò ad avere un significato politico preciso quando, con il 1300, la città si divise nuovamente, all’interno del gruppo guelfo, in due fazioni, l’una delle quali, capeggiata dai Donati, ebbe il nome dei Neri, mentre l’altra, che si stringeva soprattutto intorno alla famiglia dei Cerchi, si disse dei Bianchi. Dante fu vicino ai Bianchi, che intendevano mantenere integri gli ordinamenti comunali e si opponevano tanto all’ingerenza del papa Bonifacio VIII nelle faccende della città e della Toscana, quanto alla trasformazione di Firenze in una signoria più o meno larvata.

Nelle vicende tumultuose che impegnarono Firenze tra il maggio del 1300 e il novembre del 1301, Dante ebbe una parte di rilievo; priore fra il 15 giugno e il 15 agosto del 1300, sancì la condanna al confino dei capi dei due partiti, fra i quali era anche il Cavalcanti; nell’ottobre del ‘301 andò a Roma, membro di un’ambasceria a Bonifacio VIII.

Era sulla via del ritorno, quando apprese a Siena, nel gennaio del 1302, la sentenza che lo condannava al confino per due anni, all’esclusione dai pubblici uffici, a una multa: l’accusa era non solo politica, ma anche di baratteria, a infamare l’avversario sconfitto. Non essendosi Dante presentato la pena gli fu commutata in quella capitale. Cominciò così un lungo esilio che ebbe fine solo con la morte: dapprima Dante si unì ai fuoriusciti che tentavano di rientrare in patria con le armi; ma, dopo la sconfitta della Lastra (1304), abbandonò i compagni di esilio e fece parte per se stesso. Continua domani.

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2 risposte a "Arte – Cultura – Personaggi"

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