L’angolo della Poesia

Napoli ieri oggi e domani

La madre – di
Giuseppe Ungaretti

E il cuore quando d’un ultimo battito

avrà fatto cadere il muro d’ombra,

per condurmi, Madre, sino al Signore,

come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa

sarai una statua davanti all’Eterno,

come già ti vedeva

quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,

come quando spirasti

dicendo: – mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,

ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai di avermi atteso tanto,

e avrai negli occhi un rapido sospiro.

da Sentimento
del tempo.

Nell’ansia dell’uomo che avverte lo scorrere del tempo
e il peso di una condizione umana di solitudine e di delusione, la figura
materna, si pone come mediatrice di salvezza che ricorda le ore e la sicurezza
dell’infanzia.

La madre si rivolge con una preghiera intensa e piena
di fiducia a Dio (“Mio Dio, eccomi”), implorando per lui il perdono delle
colpe. Severa…

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