Monumenti di Napoli

In visita alla città.

Da oggi visiteremo la Napoli storica greco-romana in una serie di itinerari giornalieri.

Itinerario n. 1

L’itinerario parte da piazza Carità e si svolge essenzialmente lungo la prima parte del decumano inferiore, fino a piazza San Domenico Maggiore.

Piazza Carità è divisa da via Toledo in due spazi nettamente distinti. La parte più vicina ai vicoli della Pignasecca, fra la chiesa e gli stucchi rococò dei due palazzi Settecenteschi, conserva l’animazione che caratterizzava nel XVII e XVIII secolo l’antico largo della Carità, luogo di un rinomato mercato di generi alimentari. L’altra metà della piazza è dominata dagli alti edifici in marmo realizzati nella prima metà del Novecento, nell’ambito delle opere promosse dal regime fascista per trasformare il vecchio rione Carità in un moderno quartiere direzionale e rappresentativo.

Da via Morgantini, che costeggia l’ex convento degli Olivetani dove oggi ha sede la caserma Pastrengo, si sbuca in piazza Monteoliveto, su cui prospetta la chiesa di Sant’Anna dei Lombardi. Più oltre, superato il cinquecentesco palazzo Gravina, si risale calata Trinità Maggiore per raggiungere piazza del Gesù Nuovo, punto di snodo tra l’area d’impianto greco-romano e l’ampliamento urbano di età vicereale.

Il rettilineo noto con il nome di Spaccanapoli scorre davanti al bugnato della chiesa dei Gesuiti: le sette strade di cui esso si compone attraversano la città storica da est a ovest e corrispondono, per una parte, al tracciato del decumano inferiore della città antica, per un’altra al suo prolungamento cinquecentesco.

L’itinerario prevede una breve disgressione lungo questo secondo tratto, che porta il decumano fino ai piedi della collina dominata da Castel Sant’Elmo.

Una ulteriore deviazione conduce in via Cisterna dell’Olio, dove fino al XIX secolo era la maggiore cisterna olearia della città. Tornati a piazza del Gesù Nuovo, via Benedetto Croce si snoda fra bei portoni di palazzi nobiliari e botteghe di antica tradizione.

Era questa una delle passeggiate preferite da Benedetto Croce, che abitò nel palazzo Filomarino.

Dopo il portale a unghia e il campanile della chiesa di Santa Chiara, si può voltare a destra e costeggiare il muro di recinzione della città della monastica almeno fino alla chiesetta di San Francesco delle Monache, restaurata di recente.

Il percorso arriva infine a piazza San Domenico Maggiore.

L’area anticamente attraversata dalle mura greche, dall’età aragonese fino al Settecento accolse le residenze delle principali famiglie nobili: ne resta il ricordo nei particolari architettonici dei palazzi e nelle opere d’arte che arricchirono la chiesa dei Domenicani, che mostra alla piazza le pareti di tufo dell’abside.

Si prende vico San Domenico e poi, a destra, via De Sanctis conduce, con un’ultima deviazione, alla cappella Sansevero, nata come cappella funeraria dei di Sangro e in origine collegata al loro palazzo.

Per tornare sul decumano si potrà seguire via Nilo, fino al largo dove ha inizio via San Biagio dei Librai.

A questo punto l’itinerario n. 1 è finito, spero che sia stato di vostro gradimento e di non avervi annoiato e stancato troppo e vi do appuntamento a domani per il n. 2.

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