Monumenti di Napoli

In visita alla città – itinerario n. 3

L’itinerario muove da piazza Dante, uno spazio rimasto a lungo fuori dalle mura, penetra nel centro antico attraverso Port’Alba e prosegue lungo via Tribunali – l’antico decumano medio – fino a piazza Gerolamini.

L’area che va da piazza Dante al Museo Archeologico Nazionale era originariamente caratterizzata da attività proprie delle zone ai margini della città: deposito, mercato, addestramento dei cavalli, lazzaretto…

Nel 1560, all’inizio dell’attuale via Pessina, furono costruite le cosiddette “Fosse del grano”, destinate alla riserva di granaglie e dismesse del tutto solo all’inizio dell’Ottocento.

D’altra parte, anche l’emiciclo vanvitelliano di piazza Dante – che avrebbe dovuto accogliere al centro una statua di Carlo di Borbone – risale al 1757. Fino a questa data, al posto del Foro Carolino, c’era semplicemente un largo, detto del Mercatello per distinguere il piccolo mercato che vi si teneva il mercoledì da quello molto più vasto che si svolgeva in piazza Mercato.

Sul lato sinistro della piazza è posizionata la Porta, dalla quale si imbocca la strada intitolata al viceré duca d’Alba. Port’Alba fu aperta nel 1625 per consentire una più facile comunicazione tra la città muraria e i popolosi borghi extramoenia. La costruzione originaria, che riutilizzava un preesistente torrione angioino, fu modificata nel 1797 e coronata con la statua di San Gaetano che già aveva decorato la Porta Reale, demolita nel 1775.

Superata la “controporta” che chiude la stradina dalla parte di piazza Bellini, ci si trova a un incrocio. A sinistra, via Costantinopoli conduce verso via Foria; a destra, la ripida discesa di San Sebastiano raggiunge Spaccanapoli. Il percorso proposto continua invece in linea quasi retta e costeggia il Conservatorio e la chiesa di San Pietro a Majella.

In piazza Miraglia, prima di imboccare via Tribunali, la chiesa della Croce di Lucca è l’unico residuo di un monumentale complesso conventuale del XVII secolo, distrutto all’inizio del Novecento per fare spazio alle cliniche universitarie, i cui padiglioni sono visibili oltre i cancelli.

Via Tribunali corrisponde al decumano medio, detto anche decumano maggiore, o massimo, per il ruolo che la strada ricopriva nell’impianto greco-romano. Sulla sinistra, le eleganti forme rinascimentali della cappella Pontano e la chiesa della Pietrasanta, con il suo campanile romanico. Di fronte, il bel cortile ovale e la scenografica scala aperta sanfeliciana di palazzo Spinelli. Più avanti, la chiesa del Purgatorio ad Arco offre una singolare decorazione, incentrata – secondo un gusto pienamente barocco – sul tema della morte. Il toponimo, però, ricorda che in questo punto del decumano si passava sotto l’arco di una torre medievale (il cosiddetto “arco cabredato”) abbattuta nella seconda metà del XVI secolo. Il porticato sulla destra appartiene al palazzo del principe di Taranto ed è un esemplare unico in città per ciò che riguarda l’architettura civile di età angioina.

Superata via San Paolo (sulla sinistra), via Tribunali si allarga e forma piazza San Gaetano, con le chiese di San Paolo Maggiore e San Lorenzo Maggiore, entrambe nate sui resti di più antichi edifici pubblici. L’area della piazza corrisponde infatti a quella occupata prima dall’agorà greca, poi dal foro romano, poi ancora dagli edifici pubblici medievali: la complessa stratificazione è ben visibile negli scavi archeologici cui si accede dal chiostro di San Lorenzo (Napoli sotterranea).

Poco prima di incrociare via Duomo, l’ultima tappa è la chiesa dei Gerolamini, nel largo omonimo, creato nel 1780 proprio per dare risalto alla imponente facciata marmorea concepita da Ferdinando Fuga. La chiesa è solo una piccola parte di un grande complesso conventuale fondato nella seconda metà del XVI secolo per la Congregazione degli Oratoriani. Come altri complessi simili del centro antico, l’edificio dei Gerolamini occupa un’intera insula (un isolato limitato da due decumani e da due cardini ortogonali) e comprende due chiostri, una pinacoteca e una biblioteca ai quali si accede da via Duomo. E anche questa passeggiata è conclusa. A domani.

3 risposte a "Monumenti di Napoli"

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