Monumenti di Napoli

In visita alla città – itinerario n. 4

L’itinerario inizia da via Duomo e si sviluppa lungo la seconda parte dell’antico decumano maggiore, oggi via Tribunali, per concludersi a Porta Capuana.

Si può cominciare proprio dal Duomo, che merita una visita dettagliata per i molteplici e diversi ambienti architettonici, le splendide opere d’arte e il percorso archeologico.

L’edificio principale fu infatti costruito in età angioina sul sito delle due preesistenti basiliche paleocristiane: la Stefania – di rito greco – e Santa Restituta – di rito romano -, e fu poi arricchito e modificato infinite volte, almeno fino al XVII secolo.

La facciata, in cui si apre un bel portale trecentesco, è addirittura neogotica.

Per raggiungere lo slargo su cui prospetta la cattedrale, il visitatore interessato agli aspetti urbanistici potrebbe percorrere anche un tratto di via Duomo, da nord – piazza Cavour e via Foria – o da sud – piazza Nicola Amore (conosciuta anche come i quattro palazzi, perché è formata da quattro palazzi nei quattro angoli – uno per angolo – perfettamente uguali). Parallela ai cardines del tessuto greco-romano, ma abbastanza più larga di essi, la strada taglia tutto il centro antico in senso nord-sud. E’ il frutto del primo sventramento ottocentesco, che riprendeva però idee, già circolanti alla fine del secolo precedente, tese a migliorare i collegamenti tra le aree intorno a via Foria e quelle legate all’asse di via Marina.

I lavori di realizzazione iniziarono nel 1868, secondo i progetti concepiti intorno al 1840. Il tratto finale dell’arteria (da piazza Nicola Amore a via Marina) fu invece completato alla fine del secolo, insieme al più celebre e vasto sventramento avviato dopo il colera del 1884.

Rinviando la visita alle altre zone toccate dal Risanamento, si resta nel cuore della Napoli greco-romana, sul decumano maggiore.

Si imbocca via Tribunali, dunque, e si percorre il tratto che costeggia l’isolato del Duomo. Dopo pochi passi, piazza Riario Sforza offre una bella vista sull’abside. Lo slargo, che si apriva davanti all’ingresso laterale della cattedrale, è caratterizzato dalla guglia di San Gennaro, costruita dopo l’eruzione del 1631, come ringraziamento al santo patrono per avere salvato la città dalle ire del Vesuvio.

Sul lato opposto all’abside, il Pio Monte della Misericordia, noto soprattutto come contenitore di dipinti. Le opere di misericordia, la tela che Caravaggio realizzò durante il suo primo soggiorno a Napoli, è conservata nella chiesa.

Poco oltre, l’Ospedale della Pace e l’Archivio Storico del Banco di Napoli. Infine, a chiudere il rettilineo, Castel Capuano. L’edificio originario, di epoca Normanna, sorgeva in posizione strategica, ai confini orientali della città. Oltre le mura, iniziava la zona delle padule (le paludi), caratterizzata dalla presenza di risorgive e perciò ricca di orti assai prolifici, ma anche infestata di pericoli. Il castello fu rimaneggiato varie volte.

Fino alla costruzione di Castel Nuovo fu residenza dei sovrani angioini. Nel 1484, con l’ampliamento della cinta urbana, venne incluso nelle mura, conservando però una funzione residenziale.

Con la profonda ristrutturazione della città voluta dal viceré Pedro de Toledo, fra il 1535 e il 1540, divenne invece la sede unica dei cinque tribunali cittadini.

Costeggiando il fianco sinistro del Tribunale, si giunge a piazza Enrico De Nicola. La chiesa di Santa Caterina a Formiello ancora una volta ricorda la posizione di confine dell’area: il nome allude infatti alla presenza di uno snodo nel sistema di approvvigionamento idrico: finivano le condotte che portavano l’acqua in città e cominciava l’acquedotto più propriamente urbano.

Il percorso proposto si chiude, infine, con Porta Capuana, il più importante ingresso di Napoli. La Porta ebbe la forma monumentale che oggi si vede – un arco di trionfo chiuso fra due torrioni – per volere di Alfonso II d’Aragona, promotore di un piano di rafforzamento del sistema difensivo, e sotto la guida artistica di Giuliano da Maiano. Arrivederci a domani.

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