Monumenti di Napoli

In visita alla città – itinerario n. 6 – 3

Tornando sul Rettifilo, inglobata nella cortina ottocentesca, la chiesa di Santa Maria Egiziaca, ricostruita nel XVI secolo.

Si svolta in via Egiziaca, sulla quale prospetta l’antico orfanotrofio dell’Annunziata, attualmente trasformato in ospedale. E’ conservata – ma è difficile da notare – la “ruota dei proietti”, una sorta di buca, attraverso la quale, restando anonime, le madri potevano consegnare i figli non voluti alla benefica istituzione.

Prima della vanvitelliana chiesa dell’Annunziata, due fontane, volute da Pedro de Toledo e attribuite a Giovanni da Nola: quella di Capone e quella della Scapillata. La prima, addossata al muro dell’Annunziata, prendeva il nome di un mascherone. L’altra dalla grande quantità di acqua che in origine si rifrangeva su uno scoglio centrale; dotata di una lunga vasca, era usata come lavatoio.

Il viceré si occupò anche di sistemare la strada dell’Annunziata e nel 1554 fece eliminare i molti ruderi che la ingombravano e che offrivano un comodo nascondiglio per le più varie illegalità: il “Malpasso” del Trecento si avviava così a diventare, nel XVII secolo, la strada Novale.

Ultima tappa: tornati sul corso Umberto, la chiesa di San Pietro ad Aram rimanda all’antica leggenda secondo la quale San Pietro avrebbe fondato la chiesa napoletana. Nel sotterraneo sopravvivono altri racconti, meno antichi: quelli legati al culto popolare delle anime purganti.

Il rettifilo finisce qui. Il visitatore interessato a comprendere il disegno generale che informa la ristrutturazione ottocentesca della città potrà guardare nell’insieme le tre arterie tracciate con il Risanamento, da piazza Garibaldi.

Bisogna collocarsi nei pressi della statua di Garibaldi, fra il piazzale della stazione e via Mancini. Da lì si riesce a vedere il tridente di strade che avrebbe dovuto essere l’ossatura della città modernizzata. Via Poerio, a destra, verso il Tribunale e Foria; vi Mancini, al centro, verso il convento della Maddalena (e oggi verso l’alto edificio di speculazione che tappa la strada); corso Umberto I (il Rettifilo), a sinistra, verso il centro della città. Fine dell’itinerario n. 6 a domani per il prossimo.

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