Monumenti di Napoli

In visita alla città – itinerario n. 7 – 2

Imboccata via Costantinopoli, una prima deviazione conduce subito, attraverso vico Sant’Aniello, all’altura di Caponapoli, sito del primo insediamento greco di Neapolis. I diversi conventi presenti nella zona fin dall’alto medioevo (Sant’Aniello, San Gaudioso, Santa Maria delle Grazie e il complesso degli Incurabili) cancellano la memoria dei precedenti santuari pagani; lungo il vicolo si vedono invece tracce delle mura.

Oggi le cliniche universitarie, hanno occupato o sostituito i conventi. Ancora a fine Ottocento, però, l’altura era nota per la sua amenità. Al punto che, come riferisce monsignor Aspreno Galante, per indicare due regole di vita sana si era creato addirittura un proverbio: Coppolepe’ cappielle, ‘e casa a Sant’Aniello.

Altri studiosi ricordano la più antica abitudine di andare a Sant’Aniello per il dopopranzo, per godere dell’aria buona e delle vedute su Capodimonte e sui borghi dei Vergini, della Sanità e di Stella.

Il rito riguardava persone civili e letterati, e tuttavia non impediva che la tranquillità del colle venisse sfruttata anche per i duelli.

La deviazione sull’altro lato della strada principale, per via Broggia, via Bellini e via Conte di Ruvo, permette di scoprire l’Accademia di Belle Arti e l’ottocentesco Teatro Bellini.

Tornati in via Costantinopoli, invece, due chiese che appartenevano a complessi conventuali: Santa Maria della Sapienza e San Giovanni delle Monache. E poi, ormai praticamente a piazza Bellini, palazzo Firrao, una delle più interessanti residenze nobiliari della città, che mescola le forme cinquecentesche con quelle del successivo rifacimento barocco.

Di fronte, il convento di Sant’Antonio delle Monache si apre verso il lato breve della piazza con una scala a doppia rampa.

Piazza Bellini, sviluppatasi un po’ casualmente nel tempo, segna il confine della città greco-romana.

La passeggiata si chiude qui, approfittando anche delle possibilità di riposo e ristoro offerte dai ritrovi gastronomico-culturali che da qualche anno rendono lo slargo vivace e confortevole. A domani per un altro itinerario.

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