Monumenti di Napoli

Veduta di uno dei viali del Chiostro Grande di Santa Chiara, ridisegnato da Domenico Antonio Vaccaro intorno al 1740, con la celebre decorazione a maioliche.

L’antica Partenope e Palaepolis

La storia della città di Napoli comincia dalla collina di Pizzofalcone, residuo di un cratere del monte Echia, e dall’antistante isolotto di Megaride, ora occupato dal Castel dell’Ovo.

La collina tufacea di Pizzofalcone era isolata e facilmente difendibile: alta circa 100 metri, dominava il litorale per un lungo tratto.

Aveva, alla base, dal lato del mare, un buon approdo e sorgenti minerali sulfuree e ferruginose, una delle quali era la famosa fonte pubblica dell’Acqua “suffregna” al Chiatamone, utilizzata fino a qualche decennio fa e che i caratteristici acquafrescai – i chioschetti che esistono tuttora nelle strade di Napoli dove ci si può rinfrescare fermandosi per consumare una granita o una premuta di limone, acqua minerale e altre bevande – vendevano nelle mummarelle dei piccoli vasi di coccio molto caratteristici. Adesso di questa famosa fonte, che apparteneva al popolo napoletano, non se ne ha più notizia in quanto fu inglobata nelle opere di ristrutturazione dell’hotel Continentale sul lungomare di Napoli di fronte al Castel Nuovo.

Qui, nel VII secolo a.C., i Cumani fondarono un loro avamposto, che prese il nome dalla leggendaria sirena Partenope e che forse era stato preceduto da un più antico scalo rodio. Esso continuò ad essere frequentato, come “città vecchia”, Paleopolis, anche dopo il suo ridimensionamento, avvenuto fra il 490 e il 480 a.C. ad opera degli stessi cumani.

Nel 470 a.C. circa, nelle immediate vicinanze della “città vecchia” in seguito ad una pestilenza e al conseguente responso dell’oracolo, venne fondata una nuova e più grande colonia di popolamento, detta appunto “città nuova”, Neapolis.

Il vecchio abitato di Partenope-Palaepolis, divenuto un borgo fortificato, esterno alla nuova cinta muraria di Neapolis, era ancora esistente quando i Romani assediarono Napoli nel 326 a.C. Un tratto della sua Necropoli è stato rinvenuto in via Nicotera.

La nuova città fondata dai Cumani, nata quando in Magna Grecia era dominante l’influsso culturale di Atene, ebbe un impianto urbano regolare, tuttora conservato nel tessuto delle vie e degli isolati del centro storico di Napoli. Solo la creazione di grandi edifici monastici e gli sventramenti della fine dell’Ottocento per il Risanamento del centro storico hanno provocato alcune fratture nella continuità del piano urbanistico greco. Continua.

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