La favola del giorno

La palla d’oro

C’erano due ragazze, figlie della stessa madre, e un giorno tornando dalla fiera videro un giovanotto bello davvero, che se ne stava sulla soglia della casa di fronte. Uno bello così non l’avevano visto mai. Aveva oro sul cappello, oro sul dito, oro al collo, una catena d’oro rosso per l’orologio, eh!, lì sì che c’erano dei bei soldi. Aveva una palla d’oro in ogni mano. Diede una palla a ciascuna ragazza, e doveva conservarla, e se l’avesse persa, allora bisognava impiccarla. Una delle ragazze, quella più giovane, perse la sua palla. Vi dico come. Era accanto allo steccato di un giardino, e tirava in alto la palla, e la palla andava su e giù, sempre più su, finché oltrepassò lo steccato; e quando lei si arrampicò per guardare, la palla rotolava sull’erba verde, rotolò dritta fino alla porta, poi la palla entrò in casa e lei non la vide più.

Così la portarono via, e l’avrebbero appesa per il collo finché fosse morta, perché aveva perso la palla.

Ma la ragazza aveva un innamorato che pensò di andare a cercare la palla. Andò al cancello del parco, ma era chiuso; allora si arrampicò sulla palizzata, e quando arrivò in cima, vide una donna uscir fuori da un rigagnolo lì davanti e la donna disse che se lui voleva la palla doveva dormire tre notti nella casa. L’innamorato disse di sì.

Poi entrò in casa e si mise a cercare la palla, senza trovarla. Arrivò la notte e sentì gli spiritelli muoversi in cortile, allora andò a guardare dalla finestra, e il cortile era pieno zeppo di quelli lì.

Poco dopo sentì dei passi salire le scale. Si nascose dietro la porta, immobile come un topo. Entrò un gigante enorme altro cinque volte lui, e questo gigante si guardò attorno m non vide il ragazzo, così andò alla finestra e si chinò per vedere fuori, e mentre era lì piegato sui gomiti a guardare gli spiritelli in cortile, il ragazzo gli arrivò alle spalle, e con un’unica sciabolata lo tagliò in due, e la metà superiore cadde in cortile, e la metà inferiore restò a guardare dalla finestra.

Gli spiriti lanciarono un grido fragoroso quando videro mezzo gigante cader giù fra loro, e urlarono: – Ecco metà del nostro padrone, dacci anche l’altra.

Allora il giovane disse: – A che ti serve, paio di gambe, startene tutto solo alla finestra, dato che non hai occhi per vedere? Raggiungi tuo fratello -. E gettò la metà inferiore del gigante dietro a quella superiore. E quando gli spiriti maligni ebbero ottenuto il gigante tutto intero la smisero di schiamazzare.

La notte seguente il ragazzo andò di nuovo alla casa, e dalla porta entrò un secondo gigante, e mentre entrava il ragazzo lo tagliò in due, ma le gambe andarono verso il camino e risalirono su per la cappa. – Vai, raggiungi le tue gambe, – disse il giovane alla testa, e lanciò anche quella su per il camino.

La terza notte il giovane andò a dormire e sentì gli spiritelli litigare sotto il letto, avevano la palla e giocavano a tirarsela. Ed ecco che spuntò la gamba di uno di loro, e il ragazzo la tagliò di netto con la spada. Poi spuntò un braccio dall’altro lato del letto, e il ragazzo lo troncò. Alla fine li aveva mutilati tutti, e loro non facevano altro che piangere e lamentarsi, alla palla non ci pensavano più, allora la prese lui e andò a cercare il suo amore.

La ragazza era a York, per essere impiccata; la portarono al patibolo, e il boia disse: – Adesso, fanciulla devo appenderti per il collo finché non sarai morta -. Ma lei gridò:

  • Fermo, fermo che arriva mia madre!

madre dimmi se hai la palla d’oro,

se grazie a te sarò salvata?

No, non te l’ho certo portata

e non sarai certo salvata

ho fatto tanta strada

per venir qui a vederti impiccata.

Allora il boia disse: – Su’, ragazza, dì le tue preghiere, perché devi morire.

  • Fermo, fermo che arriva mio padre!

Padre dimmi se hai la palla d’oro,

se grazie a te sarò salvata?

No, non te l’ho certo portata

e non sarai certo salvata

ho fatto tanta strada

per venir qui a vederti impiccata.

Allora il boia disse: – Hai finito le preghiere? Allora, ragazza, infila la testa nel cappio.

Ma lei rispose: – Fermo, fermo, che arriva mio fratello! – e ripeté la sua canzone, e poi le parve di veder arrivare la sorella, poi lo zio, poi la zia, poi una cugina, ma alla fine il boia disse: – Non posso indugiare oltre, ti stai prendendo gioco di me. Adesso ti impicco all’istante.

Ma ecco che arrivava il suo innamorato, che si faceva largo fra la folla tenendo alta sulla testa la palla d’oro; e allora lei disse:

  • Fermo, fermo che arriva il mio amore!

amore dimmi se hai la palla d’oro,

se grazie a te sarò salvata?

Certamente te l’ho portata

e di sicuro sarai salvata

non ho fatto tutta questa strada

per venir qui a vederti impiccata.

E se la portò a casa, e da allora vissero sempre felici e contenti.

Fiabe popolari inglesi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.