Viaggiare – Hawai’i – 3

ruscelli e cascate scintillano nella valle sulle Big Island

Negli anni Sessanta anche le Hawai’i furono contagiate dalla passione politica che aveva cominciato a trasformare il resto del Paese. Sull’onda dei movimenti dei diritti civili, che incoraggiava la gente a prendere la parola, anche gli hawaiiani iniziarono a riflettere sul proprio ruolo nella società e a rivendicare con maggior forza il diritto alla terra e al rispetto della cultura tradizionale.

Anche la guerra nel Vietnam, con tutte le delusioni che provocò, diede nuova energia a un’intera generazione di attivisti hawaiiani.

Verso la fine degli anni Settanta, la piccola isola di Kaho’olawe, al largo della costa sudoccidentale di Maui, divenne un simbolo della lotta degli Hawaiiani per riappropriarsi della propria cultura. Sebbene fosse letteralmente cosparsa di siti archeologici hawaiiani, circa 2000, l’isola era fin dal 1941 requisita dalle forze armate americane, che la usavano come poligono di tiro. Le esplosioni delle bombe suscitarono grande rabbia tra la popolazione, che reagì con proteste, manifestazioni, e anche un’occupazione dell’isola. La controversia ha avuto termine soltanto negli anni Novanta, quando lo Stato ha destinato l’isola disabitata alla conservazione e alla pratica della cultura hawaiiana: un luogo dove pregare, cantare, fare offerte votive.

Sono stati restaurati altari e antichi villaggi, ed è stato varato un piano per reintrodurre la flora originaria, cancellata da anni di bombardamenti.

Per noi è un piko, proclama Aluli, usando la parola hawaiiana che signific ombelico, o centro. Kaho’olawe era un importante punto di riferimento per i navigatori polinesiani, che la identificavano con Kanaloa, il dio dell’oceano.

Un’altra forte spinta alla rinascita culturale venne, negli anni Settanta, dal recupero della navigazione tradizionale a bordo delle canoe a doppio scafo. Il precursore fu Pius Mau Piailug, un navigatore delle isole Caroline, in Micronesia: gli hawaiiani avevano smesso di avventurarsi nell’oceano già nel XIV secolo, ma in lontane isole del Pacifico la tradizione era sopravvissuta, assieme agli antichi metodi di orientamento con le stelle. Mau riportò quest’arte alle Hawai’i, assieme a Nainoa Thompson, della Società polinesiana di Navigazione d’altura, e a Milton Shorty Bertelmann, che, in coppia con il fratello Clay, ha poi costruito la Makali’i.

Questi uomini, con le loro canoe, sono diventati simboli per le nuove generazioni, trasmettendo, assieme alla cultura della navigazione, valori come l’orgoglio, la disciplina, l’autostima, l’abilità marinara.

La cosiddtta “battaglia delle ossa” divampò a metà degli anni Ottanta, quando fu proposta la costruzione di un complesso turistico di lusso a Honokahua, sull’isola di Maui, sopra un antico cimitero.

Le proteste furono veementi, tanto che nel 1989, dopo quasi un anno di negoziati, il progetto fu modificato. Per rispettare la santità del luogo, l’albergo sarebbe sorto in posizione più arretrata, non più sul mare ma con vista sul mare. In seguito sono state approvate leggi per vietare la profanazione degli antichi siti hawaiiani. Continua -3

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