Monumenti di Napoli

Neapolis – una forte tradizione greca

Colonna proveniente dal Teatro Romano di via Anticaglia reimpiegata per il monumento ai Caduti sul mare in via Partenope.

Madrepatria di Napoli è Cuma, che venne fondata dai Greci dell’isola di Eubea nell’VIII secolo a.C. ed ebbe a lungo il controllo di tutto il golfo partenopeo, detto allora golfo Cumano.

Napoli conservò a lungo lingua, istituzioni e cultura greche, tanto da essere preferita da maestri e filosofi per insegnarvi, e da colti rampolli delle nobili famiglie romane per istruirsi.

L’originale ripartizione della popolazione, su base gentilizia, in fratrie, secondo il costume della madrepatria euboica Cuma, ciascuna dotata di divinità protettrici, si conservava ancora in età imperiale.

Nel 420 a.C. Napoli accolse gli aristocratici cumani, esuli in seguito alla conquista della loro città da parte di genti di stirpe osco-sannitica, riuscendo a conservare la sua indipendenza, e accogliendo, nel contempo, nella sua classe dirigente, elementi oschi. Diventò addirittura punto di riferimento economico e culturale per le popolazioni dell’entroterra, che ne adottarono i tipi monetali.

Le fonti ricordano che nella seconda metà del IV secolo a.C. i figli degli aristocratici di Nola erano mandati a scuola a Napoli, per apprendere la cultura e il modo di vivere dei greci.

Nel 326 a.C. Napoli entrò nell’orbita romana con un trattato molto favorevole. Il racconto delle vicende della resa della città ai Romani è assai istruttivo: mentre l’assemblea popolare, cui si rivolsero, offrendo un presidio, i Nolani, i Sanniti e gli ambasciatori tarantini, era decisa a resistere, gli aristocratici napoletani, invece, erano favorevoli ai Romani. Napoli si mantenne negli anni fedele all’Urbe: nel 280 a.C., anche se non presidiata, come Capua, da truppe romane, non accolse Pirro, che pur si presentava come il paladino della libertà dei Greci d’Italia, e durante la guerra annibalica, quando fu per due volte assediata.

Contribuì con navi ed equipaggi alla prima e alla seconda guerra punica, quando, nel momento più difficile, donò a Roma anche una serie imponente di oggetti d’oro conservati nel tesoro dei suoi santuari. Continua domani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.