Curiosando qui e là

Dalla pianta alla scrivania: la fabbricazione dei “pastelli” – Matite colorate ecco come nascono.

La qualità dipende dal legno: per quelle più pregiate è di cedro incenso californiano, ma ottime sono anche quelle di pino o di ginepro.

Atossica

Il cuore di una matita colorata è però la mina, un impasto di caolino (argilla bianca pregiata) e cera d’api, cui vengono aggiunti i pigmenti coloranti. Una buona matita ha la mina di colore uniforme, senza striature: significa che l’impasto è stato ben dosato. I pigmenti sono gli stessi usati nell’industria alimentare, visto che i pastelli finiscono soprattutto in mano ai bambini in età prescolare, che li usano per disegnare.

Selezionata

Per fabbricare una matita si parte dalla pianta, che viene selezionata in appositi vivai e poi fatta crescere in piantagioni molto vaste (molte si trovano in America del Sud). Dalle piante si ottiene il legname, tenero, privo di nodi e a fibra diritta, dal quale ricavare delle tavolette spesse circa 5 mm.

Laccata

Le tavolette vengono asciugate e sagomate in modo da poter accogliere la mina. A ogni tavoletta con la mina ne viene sovrapposta e incollata un’altra, speculare. Il sandwich così ottenuto viene tagliato da un’apposita macchina in singole matite grezze, che vengono laccate in media con cinque strati di lacca colorata per renderle inattaccabili dai batteri, temperate da un’altra macchina e infine inscatolate.

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