Monumenti di Napoli

Neapolis – Cenni di storia antica  – 4

Le vacanze e gli “otia” in Campania

La piscina della Villa di Poppea nell’antica Oplonti.

E proprio sulle coste della Campania, saldamente romanizzata, dove si svolgeva un grande volume di scambi commerciali, dove la natura e il paesaggio si coniugavano al clima mite in ogni stagione, dove erano presenti famose sorgenti termali, che sorsero le prime vere ville marittime, per iniziativa, non a caso, degli ellenenizzanti Scipioni: già Scipione l’Africano aveva scelto, per il suo volontario esilio, la villa di liternum presso le rive del lago di Patria, colonia da lui fondata, che a Seneca, precettore di Nerone, più di due secoli dopo, appariva straordinario esempio di semplicità, al confronto delle costruzioni dei suoi tempi. Cornelia, madre dei Gracchi, Scipione Emiliano e il suo amico Lelio possedettero, intorno al golfo di Napoli, ville d’otium. Ancora le ville di Baia di Cesare e di Pompeo, che dominavano dall’alto la costa, avevano l’aspetto di fortilizi, con recinti merlati e torri.  Presto la scala dimensionale delle ville marittime crebbe a dismisura e, parallelamente, il lusso e lo sfarzo degli arredi.

La Villa dei Papiri di Ercolano, appartenuta probabilmente al suocero di Cesare, Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, aveva una fronte a mare di oltre 250 metri e proporzioni impressionanti: il grande peristilio, con 25 colonne sui lati maggiori e 10 sui lati minori, aveva poco meno di 100 metri di lunghezza per 37 di larghezza, e presentava al centro una piscina lunga più di 66 metri. Di essa sono stati recuperati gli splendidi arredi scultorei e la biblioteca con più di mille rotoli di papiro, conservati nelle apposite sezioni del Museo Archeologico Nazionale e della Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli. Altri ben conservati esempi di ville marittime sono quella di Poppea a Oplonti nel comune di Torre Annunziata, le ville di San Marco e di Arianna a Castellammare di Stabia e la Villa dei Bagni della Regina Giovanna a Sorrento. Continua – 4.

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