Monumenti di Napoli

Neapolis – Cenni di storia antica  – 6

Le vacanze e gli “otia” in Campania

ancora resti della villa romana a Punta del Capo nei pressi di Sorrento; si ritiene che fosse la villa di Pollio Felice descritta da Stazio.

Perciò non sembra che Vazia sia stato uno sciocco, a scegliere questo posto per trascorrervi in una pigra tranquillità la sua vecchiaia.

Ma un luogo, di per sé, non contribuisce molto alla tranquillità: è l’animo che ha il potere di rendere tutte le cose gradite. Ho visto persone tristi in una Villa ridente ed amena, e persone piene di preoccupazioni in mezzo alla solitudine.

Perciò non pensare che la tua vita non sia ben ordinata per il fatto che tu non stai in Campania. Ma è proprio vero che non ci stai? Rivolgi qua i tuoi pensieri. Uno può conversare con gli amici lontani tutte le volte che vuole e per tutto il tempo che vuole”.

Ancora nel IV secolo d.C. lo storico Ammiano Marcellino, nella sua invettiva contro i ricchi senatori romani, accusati di condurre una vita molle e dissoluta, scriveva: “Alcuni, se si allontanano dalla città per visitare i campi o per cacciare la selvaggina con le fatiche altrui, credono di aver eguagliato i viaggi di Alessandro Magno o di Cesare; oppure, se navigano in barchette variopinte dal lago di Averno fino a Pozzuoli, a loro sembrano di aver affrontato la lotta per il vello d’oro, specie poi quando osano compiere la traversata nella stagione calda. Se poi tra i ventagli dorati si posano sulle frange di seta le mosche, oppure se attraverso un foro di una tenda penetra un piccolo raggio di sole, si lamentano perché non sono nati fra i Cimmeri. Quando vengono dai lavacri di Silvano o dalle acque salutifere di Mamea, appena uno di loro ne esce e s’asciuga con finissimi lenzuoli, sciolti i torchi degli abiti esamina diligentemente le vesti splendenti per i riflessi cangianti, che sono portate tutte insieme in misura sufficiente per vestire undici persone; infine s’avvolge in quelle che ha scelto e, presi gli anelli che aveva consegnato ad uno schiavo perché non fossero rovinati dall’acqua, se ne va, come se avesse fatto prendere la misura delle dita”. Continua domani.

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