Il Parco Nazionale del Vesuvio – 10

Visto da Charles Dickens

Protagonista tra il 1845 e il 1846 di un lungo e avventuroso viaggio in Italia, l’autore di David Copperfield è stato testimone dell’eruzione del 1846 del Vesuvio: un fenomeno considerato “minore” dai vulcanologi, ma che non ha mancato di impressionare chi, in quei momenti, si inerpicava a piedi sul vulcano.

Il racconto di viaggio di Charles Dickens è stato pubblicato in Gran Bretagna con il titolo di Pictures from Italy. I capitoli dedicati a Napoli e al vulcano sono stati pubblicati in italiano nel 1985 con il titolo Impressioni di Napoli.

“ Io e un altro non riusciamo a riposare per molto e ci avviamo carponi, scortati dal capoguida. Vogliamo giungere all’orlo del vasto pozzo fiammeggiante e cercare di spiarvi dentro un momento. Gli uomini intanto gridano tutti a una voce avvertendoci che si tratta di impresa arrischiata e invitandoci a desistere e a tornare sui nostri passi. In tal modo spaventano e sconvolgono gli altri. Un po’ per il loro chiasso e un po’ per le vibrazioni della sottile crosta che pare minacci di aprirsi sotto i piedi e farci cadere nel sottostante golfo rovente (il vero pericolo, se un pericolo c’è), un po’ per le esplosioni che ci avvampano il volto, pei lapilli incandescenti che ci piovono addosso, e un po’ per il fumo e i solforamenti che ci soffocano, abbiamo bene di che sentirci storditi, stralunati, ubriacati. Pure, riusciamo a salire fino all’estremo lembo e a gettare un rapido sguardo nell’inferno del fuoco bollente. Poi ci rotoliamo giù tutti e tre, anneriti, abbruciacchiati, ustionati, accaldati.

Ciascuno ha i vestiti che bruciano in cinque o sei parti.

I monumenti da non perdere

Gli scavi di Ercolano

La città gemella di Pompei è, per molti visitatori, ancora più emozionante della sua più famosa vicina. Nella parte dell’antica Herculaneum riportata alla luce del sole sono le Terme, la Palestra e varie case affrescate.

La Villa Campolieto

Costruita nel Settecento su progetto di Luigi Vanvitelli, tra Torre del Greco ed Ercolano, è stata restaurata negli anni Ottanta ed è oggi la più bella tra le 121 ville storiche vesuviane.

Il convento dei Camaldoli della Torre

Ben visibile a chi percorre l’autostrada Napoli-Salerno, questo bianco edificio dei Redentoristi sorge su un conetto vulcanico avventizio e offre uno dei più rinomati panorami sul Vesuvio e la costa.

L’Antiquarium di Boscoreale

Inaugurato nel 1991 a poca distanza dalla Villa dei Misteri e dagli scavi di Pompei, consente di conoscere gli ambienti naturali del vulcano e la vita quotidiana degli abitanti della zona alla vigilia dell’eruzione che distrusse Pompei, Ercolano e Stabia.

Il Santuario della Madonna dell’Arco

Tra i più frequentati della Campania, è ben riconoscibile da lontano a causa della imponente cupola neoclassica. Iniziato nel 1593 e terminato nel 1606, ha uno sfarzoso interno con affreschi, tele e intarsi.

Il Castello di Ottaviano

Il fortilizio più noto del Vesuvio ha ospitato nel 1086 papa Gregorio VII, è stato distrutto nel 1304 da Carlo d’Angiò ed è stato ricostruito a partire dal 1567da Bernadetto de’ Medici. Il complesso è destinato a ospitare gli uffici e un centro visitatori del Parco.

L’artigianato della lava

Nel corso del dopoguerra, l’economia dei paesi vesuviani si è profondamente trasformata.

Anche se la maggioranza della popolazione lavora ormai nei servizi e nell’industria, l’artigianato dei prodotti locali, che ha reso famoso il comprensorio, è ancora molto attivo.

A Sant’Anastasia è tradizionale la lavorazione del rame, a Torre del Greco si lavora da secoli il corallo. A Boscoreale e a Boscotrecase conserva una notevole importanza la lavorazione della pietra lavica, una materia in apparenza troppo grezza per essere lavorata, ma da cui gli artigiani locali producono tra l’altro cammei, quadri e tavoli da terrazzo e da giardino.

Accanto a imprese che conservano una dimensione artigianale, altre ditte sono riuscite a coniugare la tradizione con l’iinovazione tecnologica, e producono decorazioni e mobili per la casa e per il giardino che vengono esportati in tutto il mondo. Continua – 10

2 risposte a "Il Parco Nazionale del Vesuvio – 10"

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