Gengis Khan – “il sovrano Oceano” – 2

Per gli storici Usa è stato l’uomo più importante del 2° millennio. Fondò il più grande impero della Storia.

E le distruzioni di città, templi, moschee? Secondo alcuni storici, si sono moltiplicati nel racconto solo per l’orribile fama del Khan. Comunque sia, queste distruzioni erano parte della sua incapacità di comprendere un modo di vita diverso da quello nomade. Non vedeva a cosa potesse servire l’agricoltura! Tuttavia, il giorno in cui comprese l’interesse a conservare città e villaggi, per tassarne redditi e raccolti, cambiò radicalmente condotta. E’ certo, inoltre, che per ordine di Genghiz, tutte le città che si arrendevano senza combattere venivano risparmiate e gli abitanti mantenevano i loro beni: nella campagna di Persia, per esempio, i generali che non rispettarono l’ordine furono degradati e sollevati dal comando. Continua

Gli uccisero il padre, divenne guerriero.

1167 (data incerta) nasce Temujin, il futuro Genghiz Khan.

1176 il padre di Temujin è avvelenato, Temujin è esiliato con tutta la famiglia nei territori selvaggi dove il bambino dà prova del suo valore guerriero.

1199-1204 periodo della conquista del potere di Temujin che in circa cinque anni diventa padrone di tutta la Mongolia, unificando le varie tribù e distruggendo quelle ostili.

1206 nella Grand’Assemblea (Quriltai) gli è assegnato il titolo di Genghiz Khan.

1206-1211 conquista del regno cinese di Hsi-Hsia, a ovest della Grande Muraglia.

1211 in seguito alla richiesta di sottomissione del nuovo imperatore cinese del regno Ch’in, Genghiz Khan attacca a est della Grande Muraglia. La guerra durerà 23 anni.

1215 conquista temporanea di Pechino.

1219 in seguito al massacro di una carovana mongola, Genghiz Khan attacca lo stato musulmano di Khwarizm.

1220 i Mongoli conquistano le città di Bukhara e Samarcanda massacrandone la popolazione.

1221 conquista dell’Afghanistan e del Khorasan.

1223 i Mongoli, entrati in Georgia, sbaragliano l’esercito russo lungo il fiume Dnepr. Penetrano in Crimea. Poi il ritiro.

1227 durante una nuova campagna contro i Ch’in, Genghiz Khan muore (per ferita o malattia) il 18 agosto ed è sepolto in un luogo tutt’ora cercato dagli archeologi.

Niente cibo? Si beve sangue.

Secondo i resoconti degli storici, il guerriero mongolo era particolarmente resistente, tanto che in caso di bisogno, poteva digiunare 10 giorni, alimentandosi solo con il sangue dei cavalli.

Infanzia in sella. Era dotato di una vista molto acuta: si dice potesse distinguere un uomo da un animale a 30 km di distanza. Imparava ad andare a cavallo a 3 anni, e a 4 o 5 riceveva il suo primo arco. Il “servizio militare” spesso durava tutta la vita, ed era svolto da ogni uomo abile tra i 14 e i 60 anni. La principale arma dei mongoli era l’arco composito con una portata di tiro tra i 200 e i 300 metri. Fra le altre armi, una lancia con un uncino in punta, per disarcionare i nemici.

Dotazione. Veniva anche utilizzata la mazza da guerra. Ogni cavaliere aveva inoltre un’ascia leggera, una lima per affilare le punte di freccia, un lazo di crine di cavallo, un rotolo di corda, ago e filo, una pentola di ferro o di terracotta e due borracce in pelle piene di kumis (bevanda alcolica fatta di latte fermentato di giumenta). Un ultimo particolare: puzzava. Lavarsi era un’eccezione.

L’armatura era costituita da lamelle in cuoio e stagno, impermeabilizzata con pece nera.

L’elmo era composto da 8 placche in ferro allacciate insieme da pelle di daino, il resto è in cuoio.

Il guerriero utilizzava due archi compositi in legno e corno animale, uno per il tiro lungo e uno per quello breve. Aveva in dotazione frecce leggere, con punta affilata per tiri lunghi, e pesanti con punte a cuspide ampia per i tiri a breve raggio. Alcune punte erano forate affinché la freccia fischiasse quando era scoccata. Una faretra conteneva circa 30 frecce; il guerriero ne portava due o tre.

Il cavaliere aveva due spade: una corta e una scimitarra (selem).

Il giacco era la veste principale, fatta in pelle imbottita con bordi di pelliccia di lupo, volpe o scimmia.

A protezione degli avambracci aveva dei bracciali in cuoio cotto, ornati con elaborati disegni.

Gli stivali avevano delle scaglie di ferro a protezione dal colpo dei nemici.

Continua.

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