Monumenti di Napoli

Neapolis – Cenni di storia antica  – 9

Nisida fotografata dall’alto

Augusto e il Pausilypon, Capri e i giochi isolimpici – 3

Augusto istituì a Napoli giochi quadriennali isolimpici, nel 2 d.C.: grande e famoso concorso di atleti, musici e poeti, celebrato ancora nel III secolo d.C. Il regolamento di questo concorso ci è tramandato da un’epigrafe, purtroppo molto frammentaria, rinvenuta ad Olimpia. Il programma prevedeva gare ginniche, ippiche e musicali. I concorrenti dovevano recarsi a Napoli trenta giorni prima dell’inizio dei giochi e presentarsi agli agonoteti per l’iscrizione.

In attesa dell’inizio del concorso gli atleti si dedicavano agli allenamenti e avevano diritto ad una diaria. Il premio per i vincitori era costituito da una corona di spighe, ma per le gare musicali erano previsti anche premi in denaro.

Lo stesso imperatore dotò la città di un più abbondante approvvigionamento idrico, collegandola all’acquedotto del Serino, allora costruito.

Alla vigilia della sua morte, avvenuta nel 14 d.C. presso la vicina Nola, nella villa del padre Ottavio, Augusto volle presiedere ai giochi in suo onore a Napoli.

L’età imperiale – 1

Claudio scelse Napoli per farvi rappresentare una commedia da lui composta, che fu, naturalmente, premiata, e Nerone vi recitò nel teatro prima di partire per la Grecia; entrò in città poi trionfalmente, facendo abbattere un tratto delle mura, al ritorno dal viaggio.

 Nel 62 d.C. la città fu danneggiata dal violento terremoto che ebbe come epicentro Pompei, Tito, che fece riparare i danni dell’eruzione vesuviana del 79 d.C., vi rivestì la carica di ginnasiarco e, per tre volte, quella di agonoteta nei giochi.

Adriano fu onorificamente insignito della demarchia cittadina, la suprema magistratura di Napoli.

Ma la città è giustamente celebre per aver ospitato le ceneri del sommo poeta Virgilio, che la amava e a lungo vi soggiornò, in una villa di sua proprietà, frequentando il circolo dell’epicureo Sirone, nel Medioevo il sommo poeta fu considerato un mago, protettore della città. Un’antica tradizione identifica il suo sepolcro in un Mausoleo, effettivamente di età augustea, posto allo sbocco della galleria, la cosiddetta Crypta neapolitana, scavata nel tufo per migliorare le comunicazioni con Pozzuoli, alla fine dell’età triumvirale o nella prima età augustea, dall’architetto Cocceio, dietro la Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta nei pressi del Parco Virgiliano. Continua domani.

La cosiddetta tomba di Virgilio all’ingresso della “Crypta neapolitana” in un disegno dell’Ottocento.

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