Il Parco Nazionale del Vesuvio – 11

Le città morte del Vesuvio

Pompei ci tocca da vicino, ci commuove, ci affascina perché noi troviamo in essa le occupazioni, i sentimenti, i sogni o i fantasmi di uomini e donne, a noi molto vicini, molto vivi. E’ qui il miracolo di Pompei: resuscitare la vita al di là di una tragica morte, con le pene, le gioie, le preoccupazioni e le speranze di una piccola città entrata nella storia suo malgrado”.

 Così, nel suo Pompei, la città sepolta, l’archeologo francese Robert Etienne spiega lo straordinario fascino della città ai piedi del versante meridionale del Vesuvio, che fu tragicamente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Un fascino che attira ogni anno almeno due milioni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo, e che ne fa una delle mete archeologiche più affascinanti del pianeta.

 Più di qualunque altra città del passato, la cittadina rasa al suolo dal Vesuvio consente infatti di osservare la vita quotidiana degli antichi.

Più dei templi, delle strade lastricate e dei teatri, a Pompei, emozionano le case, le botteghe, le osterie che sono arrivate a noi quasi inalterate.

Il centro agricolo e commerciale di Pompei fu fondato dagli Osci, e fu conteso tra i secoli VI e V a.C. tra Greci, Etruschi e Sanniti. Nell’89 a.C. la città fu occupata da Silla e trasformata in colonia di Roma. Nel 62 d.C. Pompei, come tutti i centri vesuviani, fu danneggiata da un violento terremoto. Diciassette anni più tardi, l’eruzione che segnò il risveglio del Vesuvio la cancellò dalla faccia della Terra insieme ai centri dei dintorni. Ricoperta da uno strato di lapilli e scorie alto 6-7 metri, la città cadde nell’oblio e fu dimenticata per quasi diciassette secoli.

L’esplorazione archeologica iniziò nel 1748. Avventurosa all’inizio, questa divenne scientifica nel corso dell’Ottocento, e ha portato fino ad oggi al disseppellimento della quasi totalità della città antica, scoperte se ne continuano a fare tutt’ora. Oggi, tra i monumenti di rilievo di Pompei, vi sono il Foro, i due Teatri, l’Anfiteatro, il Tempio di Iside, le Terme Stabiane, la Villa dei Misteri e numerose residenze private. Gli affreschi più interessanti sono oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

La vicinanza alla città moderna, la densità dell’abitato antico e la presenza di vari edifici a due piani rendono la visita di Ercolano ancora più emozionante di Pompei. Nella parte dell’antica Herculaneum oggi visitabile spiccano le Terme, la Palestra, la Casa Sannitica e la Casa del Mosaico di Nettuno e Anfitrite, nonché la famosissima Villa dei Papiri.

Il porto, dove gli scavi sono ancora in corso, ha restituito i corpi carbonizzati di decine di cittadini uccisi dall’eruzione mentre cercavano di fuggire via mare. Nella parte di città antica ricoperta da quella moderna è il Teatro.

Natura, Arte e Storia intorno al Vulcano

Per chi vive a Napoli, il Vesuvio è soprattutto uno sfondo: un’immagine consueta alla quale si presta un’attenzione limitata. Lo stesso, anche se la distanza è minore, vale per chi vive nei comuni vesuviani, o per chi ammira la sagoma elegante del vulcano da una delle tre autostrade che ne costeggiano le pendici. Ma vale la pena di avvicinarsi al vulcano: e il Parco Nazionale del Vesuvio, nonostante la limitata estensione, offre ai viaggiatori itinerari di notevole interesse. Chi preferisce non staccarsi dall’auto può compiere il periplo del vulcano lungo la strada che tocca i centri costieri di Ercolano, Torre del Greco e Torre Annunziata e le antiche borgate agricole di Sant’Anastasia, Somma Vesuviana e Ottaviano ai piedi del versante interno del Vesuvio. Chi preferisce camminare può scegliere tra i sentieri che salgono verso lo spettacolare crinale del Monte Somma, inoltrarsi tra i pini e i lecci della Foresta Demaniale, percorrere la Valle del Gigante tra colate di ghiaia, speroni rocciosi e inconfondibili formazioni di lava “a corda”.

Il mondo dell’escursionismo e quello del turismo classico si incontrano nel breve ma spettacolare viottolo che sale dal posteggio dove devono fermarsi i veicoli fino all’orlo del cratere. La brevità del sentiero (un quarto d’ora di salita) lo rende accessibile a tutti.

Il panorama verso il cuore del Vesuvio è straordinario ed emozionante. Continua.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.