L’angolo della Poesia

Il giuramento di Pontida – 2

Ora il dado è gettato. Se alcuno

di dubbiezze ancor parla prudente,

se in suo cor la vittoria non sente,

in suo cor a tradirvi pensò.

Federigo? egli è un uom come voi,

come il vostro è di ferro il suo brando.

Questi scesi con esso predando,

come voi veston carne mortal.

  • Ma son mille! più mila! – Che monta?

forse madri qui tante non sono?

forse il braccio onde ai figli fer dono,

quanto il braccio di questi non val?

Su! nell’irto, increscioso Alemanno,

su! lombardi, puntate la spada:

fate vostra la vostra contrada,

questa bella che il ciel vi sortì.

Vaghe figlie dal fervido amore,

chi nell’ora dei rischi è codardo

più  da voi non isperi uno sguardo,

senza nozze consumi i suoi dì.

Presto, all’armi! Chi ha un ferro l’affili;

chi un sopruso patì sel ricordi.

Via da noi questo branco d’ingordi!

giù l’orgoglio del fulvo lor sir!

Libertà non fallisce ai volenti,

ma il sentier de’ perigli ell’addita;

ma promessa a chi ponvi la vita,

non è premio d’inerte desir.

Gusti anch’ei la sventura e sospiri

L’Alemanno i paterni suoi fochi;

ma sia invan che il ritorno egli invochi,

ma qui sconti dolor per dolor.

Questa terra ch’ei calca insolente,

questa terra ei la morda caduto;

a lei volga l’estremo saluto,

e sia il lagno dell’uomo che muor.

Giovanni Berchet – da Fantasie

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