Monumenti di Napoli

Il Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (già Real Museo Borbonico) occupa l’immenso edificio creato agli inizi del Seicento dall’architetto Fontana per ospitarvi l’Università utilizzando e completando le strutture tardo cinquecentesche di una caserma di cavalleria. Nel 1768, nel timore di possibili danni causati dalle continue eruzioni del Vesuvio, si iniziò a cercare una nuova sede per il Museo Ercolanese di Portici e, nel 1777, dopo il trasferimento dell’Università nel Convento dei Gesuiti, venne deciso di utilizzare l’edificio rimasto libero per la nuova destinazione museale, affidando il progetto di ristrutturazione all’architetto Ferdinando Fuga e poi a Pompeo Schiantarelli.

Nacque allora l’idea di riunire nella nuova sede tutte le collezioni reali, compresa la Farnesiana, formatasi nel Cinquecento ad opera soprattutto di papa Paolo III, in parte ospitata a Capodimonte e in parte rimasta nel Palazzo Farnese di Roma: fra il 1786 e il 1788, del resto, molte grandi sculture, tra le quali l’Ercole e il Toro Farnese, vennero trasferite a Napoli. Nel 1805 si cominciò a trasportare il materiale dal Museo di Portici: tuttavia la costituzione del nuovo museo, interrotta dalle vicende politiche del Decennio francese – durante le quali una parte delle collezioni, compresi i papiri ercolanesi, fu spostata provvisoriamente a Palermo – poté essere completata solo dopo la Restaurazione borbonica, nel 1822.

Nel 1814 venne acquistata la collezione già appartenuta al cardinale Stefano Borgia, conservata a Velletri, ricchissima di oggetti egiziani, e nel 1816 fu immessa la collezione Vivenzio, rinomata per l’ampia raccolta di vasi greci, provenienti soprattutto dalle necropoli di Nola. Il museo venne poi accresciuto con acquisti, donazioni, trasferimenti e con il frutto degli scavi effettuati in ogni parte del regno, in particolare a Pompei, da dove, nel 1843, venne trasportato il grande mosaico della Battaglia di Alessandro rinvenuto nella Casa del Fauno. Continua domani.

uno scorcio dell’atrio a tre ambulacri del museo che ospita numerosi sarcofagi e sculture marmoree di età romana.

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